Possono alcuni secondi (o uno solo) di vantaggio salvare una vita in caso di terremoti? Secondo la Giunta di Vaglia sì (in testa il sindaco Leonardo Borchi e l’assessore Riccardo Impallomeni). O almeno giustificano il tentativo di rendere più sicure le nostre scuole ed i nostri edifici. Così il comune di Vaglia, grazie alle competenze di Impallomeni (geologo di professione) ha fatto installare all’interno della scuola Barellai di Pratolino un ‘accelerometro sismico’. Di cosa si tratta? Di una macchina che, intercettando le prime onde di propagazione del terremoto (ancora non distruttive e altrimenti impercettibili) riesce a dare l’allarme qualche secondo prima dell’arrivo del sisma. Secondi che, come nel caso di una scuola in cui la macchina sia direttamente collegata alla campanella, possono permettere di dare l’allarme in tempo. Anche, ad esempio, solo per rifugiarsi sotto ai banchi. “Le onde sismiche – spiega Impallomeni – sono di tre tipi. Le ‘primarie’ si propagano in maniera diretta dall’ipocentro e viaggiano più veloci, per questo arrivano prima”. Quelle distruttive però sarebbero le onde del terzo tipo, che raggiungono in maniera verticale la superficie terrestre (nel punto dell’epicentro) e da lì si progagano al suolo. Ed è proprio rilevando le onde primarie che questo strumento può dare l’allarme qualche istante prima che arrivino quelle devastanti. La questione per il Mugello, spiegata dallo stesso Impallomeni, è che nel nostro territorio questi secondi di scarto sarebbero veramente pochi, forse non più di uno. Vale la pena allora percorrere questa strada? Secondo la Giunta di Vaglia sì: sia per dare un segnale nel senso della sicurezza ‘attiva’, sia perché anche solo un secondo (se la macchina è collegata ad esempio alle campanelle della scuola) può dare la possibilità di rifugiarsi sotto il banco. Il dibattito sulla sicurezza è aperto…
Terremoti. A Vaglia la macchina che avvisa un secondo prima












