Barberino di Mugello

Grandi applausi al Teatro Corsini di Barberino per la storia di Borsellino. Bevilacqua emoziona in “La stanza di Agnese”

Racconta di quando lui si appostava nella via che lei percorreva, per accompagnarla fino all'università, dei problemi soprattutto...

Bevilacqua stanza agnese
2010 il telefono squilla, a rispondere è Agnese Piraino Leto in Borsellino,dall’altro capo del filo l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: “Via D’Amelio è stata da colpo di stato”. quella telefonata fa riemergere i ricordi di una vita, sin da quando,la figlia del presidente del Tribunale di Palermo incontra il giovane pretore a Mazara del Vallo. Da quel momento Agnese parla con il marito ormai ucciso e con il pubblico che la segue senza perdersi neppure un sospiro.
Racconta di quando lui si appostava nella via che lei percorreva, per accompagnarla fino all’università, dei problemi soprattutto dei tre figli a vivere sotto scorta, dello stato che, dopo averli fatti stare dei mesi all’Asinara, ebbe anche il coraggio di presentargli il conto, come se fossero stati in un resort. Sara Bevilacqua è straordinaria, ed ogni volta che si alza dal divano con l’elenco dei nomi dei morti di mafia in sottofondo, prende la scarpe del defunto da un mucchio al lato del palco e le depone in proscenio.
Parla del marito, quello che per salutarla le dava uno schiaffetto che però era una carezza, parla dell’amicizia con Giovanni Falcone, racconta di quanto odiasse mettere un muro tra lui ed i pentiti, e l’episodio del motorino per il figlio di una di questi è ai limiti della commozione.
Amava ridere, pronto allo scherzo, al “babbìo”, voleva bene a Falcone, ai figli, anche quando gli proibisce il concerto dei Duran Duran, amava soprattutto lei, cresciuta con lui e come lui diventata una prigioniera di scorte, di amici che per paura non si facevano più vedere, di uno stato che dopo tutto il lavoro del Pool antimafia praticamente rinnegò chi aveva lavorato per ottenere giustizia in alcuni casi rimettendoci la vita.
lo spettacolo è bellissimo, di una semplicità che ti proietta immediatamente nella stanza di Agnese, con un’attrice che racconta in modo talmente naturale e pieno di trasporto da annullare completamente “la parte” ed il “Personaggio” arrivando alla platea già con gli occhi lucidi, come la vera protagonista della storia.
Una storia che in molti ricordavamo dai telegiornali dell’epoca, scritta soprattutto per i più giovani perchè anche loro sappiano e poi ricordino, soprattutto di aver assistito ad uno spettacolo meraviglioso che mantiene vivo il sacrificio di molti, che ti regala l’immagine privata di un uomo tenace e tenero allo stesso tempo, che per voce di Sara Bevilacqua ti commuove, ti emoziona e ti da uno schiaffetto che però poi, era una carezza!
Massimiliano Miniati

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