La notizia, che circolava con preoccupazione già da diverse settimane, ha trovato una conferma ufficiale e amara durante l’ultimo consiglio dell’Unione dei Comuni. In risposta a un’interrogazione presentata dal gruppo Mugello in Comune, è emerso che dal primo febbraio il servizio di continuità assistenziale notturna per il territorio di Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero ha subìto un drastico ridimensionamento. Nello specifico, la sede di San Piero a Sieve è stata soppressa per la fascia oraria notturna, lasciando un bacino di oltre 22.000 abitanti senza un presidio di prossimità immediata durante le ore di buio.
Questa decisione rientra nel piano di riorganizzazione varato dalla Regione Toscana, una manovra che ha già sollevato un coro di polemiche non solo tra le forze politiche, ma anche all’interno del comparto sanitario. Oltre trecento medici hanno infatti sottoscritto una lettera di protesta indirizzata alla ASL per evidenziare le criticità di un sistema che sembra allontanarsi sempre di più dalle esigenze reali dei cittadini. La nuova geografia del servizio prevede che la sede competente per le otto ore notturne sia ora quella di Firenzuola. Si tratta di una soluzione che appare del tutto inadeguata se si considerano le distanze chilometriche e le caratteristiche morfologiche del territorio, dove strade di montagna rendono complessi gli spostamenti per chiunque debba affrontare tragitti dai venti ai trenta chilometri.
Il rischio concreto, denunciato con forza dai rappresentanti di ORA! Barberino e LiberaSinistra in Movimento, è che in assenza di una consulenza telefonica risolutiva, i cittadini si ritrovino privi di assistenza domiciliare o costretti a intasare ulteriormente il pronto soccorso dell’ospedale di Borgo San Lorenzo, struttura già notoriamente sotto pressione. Barberino di Mugello, in particolare, vede peggiorare drasticamente la propria copertura sanitaria, trovandosi senza un medico nel raggio di venti chilometri proprio dopo il precedente taglio al presidio del 118 avvenuto nel 2024.
Le consigliere e i consiglieri Paola Nardi, Enrico Carpini, Samira Shabana, Caterina Corti e Laura Maria Cosetta Fratini hanno lanciato un appello urgente affinché i sindaci dei comuni interessati facciano valere il peso istituzionale del territorio. La richiesta rivolta alla Regione Toscana e alla ASL è chiara e improrogabile: riconsiderare le scelte effettuate e garantire il diritto alla salute come priorità assoluta, assicurando una presenza medica costante che non lasci migliaia di residenti isolati e privi di tutela nelle ore di maggiore necessità.












