Sono passati esattamente 132 anni (1880), quando il municipio borghigiano decise di cambiare la toponomastica dell’angusta e stretta via di Malacoda, in via Mazzini, ma (come dice la terza generazione dei ragazzini borghigiani “andiano a salesiani”, anche se i salesiani se ne andarono nel 1967), è sempre rimasta la stessa denominazione e così venerdi 9 settebre 2011, in una dolce serata, centinaia di persone hanno assistito sotto Porta Fiorentina (1351), alla commedia de La Caldana.

Tutti i negozi erano aperti, i ritrovi storici hanno offerto l’aperitivo, insomma l’antica ed amata Malacoda ( nel ‘700 si leggeva Malacova con la V), grazie alla “Caldana” ha ritrovato quel fascino serale che mancava da tempo. Il centro storico borghigiano non è male, anzi, proprio venerdi un raro gruppo di turisti spagnoli, di cui con gioia facemmo da guida improvvisata, rimasero entusiasti, ecco perché basta un pò di buona volontà per cambiare quella gretta mentalità ”bottegaia” che ha caratterizzato il Borgo da tanti anni. Comunque sia e come abbiano avuto modo di presentare questa commedia nel nostro sito, tutti gli attori hanno dato il meglio di loro stessi e la rappresentazione della “La Dame De Chez Maxim”, due atti brillanti di George Feydeau, hanno ottenuto un grande successo di pubblico con applausi a non finire. E per non disperdere memoria nella elaborazione del Gruppo Teatrale La Caldana, hanno preso parte come interpreti: Bawe Jean, Anna Bolognesi, Giorgio Borselli, Piera Cantini, Ivana Capecchi, Enzo Cavaciocchi, Andrea Costi, Giovanna Faini, Luca Faini, Maria Faini, Andrera Naldi, Tiziana Polidori, Vincenzo Sciabica, Bruna Tanini. La collaborazione è stata di Anna Perisotti, Eugenia Paoli, Paola Cantini, Marina Dreoni, Ilva Degl’Innocenti e Mirella Giovanetti. Complimenti a questi amici per averci regalato davvero una belle serata. ( A.G.)
Foto 1 : Un momento della rappresentazione teatrale “La Dame De Chez Maxime”
Foto 2 : Particolare dell’antica Malacoda con sullo sfondo Porta Fiorentina dove era stato allestito il palco del proscenio.
(Foto Cronaca di A. Giovannini)












