Viva soddisfazione per il Comitato Ambiente e Salute di Monticiano contrario alla costruzione della centrale a biomasse della Renovo che sarebbe dovuta sorgere a Monticiano in provincia di Siena. Un altro tassello che va, probabilmente, a complicare il discusso progetto di costruzione della centrale prevista a Petrona nel comune di Scarperia e San Piero. La zona in cui sarebbe dovuta sorgere la centrale è confinante con il Comune di Chiusdino, dove si trova un sito d’interesse comunitario con integrata una riserva naturale. La centrale sarebbe dovuta sorgere a 400 metri dal centro del paese e a poco più di un chilometro in linea d’aria dell’abbazia di San Galgano, scatenando una vera e propria battaglia legale tra i due comuni. Il 13 luglio il T.A.R. per la Toscana ha annullato gli atti relativi all’autorizzazione concessa alla società Renovo Bioenergy. La procedura seguita dall’amministrazione comunale di Monticiano si affidava ad una Legge Regionale che non prevedeva la procedura di valutazione ambientale, ma i giudici amministrativi hanno valutato che tale legge fosse in contrasto con la direttiva europea (la 2011/92) che oltre alla dimensione dei megawatt (0,999 per la precisione) richiede di tenere conto di altri criteri tra i quali la localizzazione, la densità di popolazione nonché l’impatto con l’area geografica. Il Tar, in sostanza, ha dato ragione al Comune di Chiusdino, impegnatosi in questa battaglia, atta a tutelare il suo bene più importante, nonché uno dei luoghi di maggior richiamo artistico della Toscana, la famosa abbazia cistercense di San Galgano. Chissà se il Comune di Barberino di Mugello utilizzerà tale sentenza per difendere un bene storico e artistico come il Castello di Cafaggiolo patrimonio dell’umanità. Qui è possibile scaricare la sentenza del TAR
Stop alla centrale a biomasse a Monticiano (Siena)












