Venerdì mattina sul Dado.info è stato pubblicato un articolo, a firma di Simone Peruzzi, che accusa la stampa locale di essere come il software di riconoscimento vocale, ovvero di pubblicare i comunicati stampa senza valutazione critica dei contenuti. Dobbiamo dare merito all’autore di essere un bravo titolista.
Con questa mia replica non desidero entrare nel merito delle argomentazioni riportate nell’articolo del Dado, ma ritengo che il bersaglio preso di mira sia sbagliato. Probabilmente Peruzzi immagina un giornalismo romantico che si fa carico dei problemi del mondo e ritiene che debba sviscerarli tutti, ma non sempre può essere così. Esistono tanti tipi di giornalismo, tra cui quello d’inchiesta o quello politico. Ma questo non è il nostro ruolo e quindi ribadisco l’errore commesso da Peruzzi.
La natura e il ruolo di OK!Mugello sono invece quelli di dare voce a tutti gli attori in campo (verificando certo l’attendibilità delle fonti). Il nostro quotidiano si pone come giornale di servizio per i cittadini e della comunità tutta, senza pregiudizi o preconcetti. Un semplice e vero giornale d’informazione!
L’accusa di Peruzzi, casomai, deve essere rivolta a coloro che hanno chiesto il voto dei cittadini e sono stati eletti. Nello specifico, se Peruzzi ritiene che il comunicato del Sindaco Ignesti e dell’Assessore Recati contenga delle inesattezze, saranno le opposizioni o i comitati a chiederne conto (è questo il loro ruolo, giusto?). Opposizioni che troveranno (come sempre del resto) ampio spazio e risonanza sulle nostre pagine. Così tanto che siamo stati spesso accusati di fare da megafono proprio alle opposizioni, ai comitati e ai cittadini. Altrimenti è un po’ come prendersela con il postino perché ci ha portato una bolletta troppo cara.
Pertanto ringrazio Simone Peruzzi per avermi dato l’occasione di conoscere il famoso software, ma lo voglio rassicurare poiché da tempo mi trovo molto meglio con SIRI il riconoscitore vocale di Apple utile per mandare un messaggio, fare una telefonata, impostare promemoria e molto altro. In pratica “”io parlo, lui scrive””.











