Ma intanto approvato il quesito per l’eventuale consultazione popolare,. Si allontana la prospettiva di realizzare un centro Sprar (seconda accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo) nella frazione di Bivigliano. La struttura che li avrebbe dovuti accogliere (l’albergo La Bruna) si è infatti ritirata dal progetto; ed ora diventa una corsa contro il tempo (difficilmente realizzabile) il tentativo di trovare altri soggetti gestori disposti ad affiancare le cooperative nell’accoglienza. Ma, nonostante questo, poche ore fa (giovedì sera alle 21) si è comunque tenuto nella frazione il Consiglio Comunale che ha approvato le modifiche allo Statuto Comunale necessarie per tenere la consultazione dei cittadini in merito alla struttura e lo stesso quesito. Che recita:
“Sei favorevole a che il comune gestisca il fenomeno migratorio sul proprio territorio partecipando a bandi ministeriali con fondi vincolati europei per la realizzazione di un centro di accoglienza Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati) sotto la responsabilità dell’amministrazione comunale”?
Un referendum che, però, si terrà solo se si riuscirà a definire un partner entro il 15 febbraio e con lui, sempre entro lo stesso termine (che potrebbe slittare di alcuni giorni per ragioni tecniche del ministero) a definire un nuovo progetto. Un’eventualità che appare oggi piuttosto remota. Nella foto (il alto): la seduta straordinaria del Consiglio Comunale presso i locali del N5 Chalet di Bivigliano












