Mugello

Spending Review: anche la Provincia di Firenze diverrà “Città Metropolitana

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Dal 1 giugno 2013, le province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria saranno soppresse e si trasformano in città metropolitane. E’ quanto prevede una delle bozze più recenti del decreto del Governo in materia di spending review.

 

 

Il territorio della città metropolitana coinciderà con quello della provincia soppressa. Gli organi delle città metropolitane saranno il consiglio e il sindaco metropolitani. I membri del consiglio sono eletti tra i sindaci dei Comuni dell’area. 
Alle città metropolitane (già previste dalla legge sul federalismo del precedente Governo) sono attribuite le funzioni fondamentali delle province, oltre a: pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, nonché organizzazionr dei servizi pubblici di interesse generale e di ambito metropolitano; mobilità e viabilità; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale. Ogni città metropolitana – sempre secondo la bozza visionata dall’ANSA – dovrà dotarsi entro sei mesi di uno statuto.
Sono tre i parametri che saranno utilizzati per ridurre il numero delle Province, secondo le ultime indiscrezioni: i 3 mila chilometri quadrati di estensione, i 350 mila abitanti e almeno 50 Comuni al loro interno. Le province che non dovessero superare almeno due dei parametri, verrebbero quindi soppresse.
Su un numero attuale di 107 Province, ne resterebbero 61, comprese le dieci città metropolitane. In una prima bozza, le “sopravvissute” erano solo 42, ma a queste si sono aggiunte le 9 Province delle Regioni a statuto speciale – che però dovranno anch’esse adeguarsi entro sei mesi – e le dieci Province maggiori che dovrebbero diventare città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria).
Queste Province superstiti avrebbero meno funzioni da svolgere rispetto a quelle attuali: si dovrebbero occupare di pianificazione territoriale e ambiente, trasporto pubblico, controllo del trasporto privato, costruzione e gestione delle strade provinciali. Il decreto prevederebbe inoltre un taglio del 20% dei trasferimenti agli enti, agenzie e organismi che oggi esercitano compiti degli enti locali.

 

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