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Vaglia. Sospeso lo stato di agitazione dei dipendenti comunali

Vaglia. Sospeso lo stato di agitazione dei dipendenti comunali

Deciso ieri (venerdì) durante un incontro presso la Prefettura di Firenze. Ecco parte della cronaca che il sindaco, Leonardo Borchi, posta su Facebook:

Sono più leggero. Ho avuto l’incontro per il “raffreddamento” del conflitto in materia di personale. Di qua noi, l’Amministrazione, con un assessore, la delegazione trattante, composta dal segretario ed il ragioniere capo (tutte e due donne) più io. Di là i quattro rappresentanti dei lavoratori, più il sindacalista territoriale. A far da mediatore una funzionaria prefettizia. Loro esprimono le proprie motivazioni. Noi le nostre. Non mi sento di avere delle posizioni contrapposte e mi fa ancor più specie di essere in quella stanza troppo vasta, che avrà visto delegazioni ben più numerose di oggi. E mi convinco ancor di più che questo passaggio poteva e doveva essere evitato. Alla fine la delegazione sindacale accetta, dopo breve consulto, una sospensione di un mese dello stato di agitazione con l’impegno da parte nostra di concludere alcune pratiche, che in realtà sono già delineate, ma di difficile definizione in quanto concatenate una all’altra. Tutte poi dipendono da come si farà il piano di recupero dei 44 mila euro che devono essere resi dai dipendenti. Nessuna diversità di posizione in campo, solo operazioni tecniche, che devono essere svolte trasversalmente da più uffici e che abbisognano di tempo. E pensare che in vigenza della passata Amministrazione non si facevano nemmeno gli atti fondamentali: non c’è una delibera, una determina che ci possa aiutare ora a definire come sia stato calcolato in passato il fondo incentivante ( l’oggetto incriminato), come si siano liquidati i progetti finalizzati o solo le indennità di risultato! Tutti istituti contrattuali del salario accessorio, che giustamente devono essere applicati. A questa Amministrazione, che sta cercando di mettere a pulito ciò che in passato si era intorbidato, si dichiara lo stato di agitazione, che all’altra si era risparmiato. E’ anche per queste ragioni che, fuori da palazzo Medici Riccardi, fuori dal rito istituzionale, venendo a diretto contatto con i sindacalisti sbotto e scarico loro addosso tutta la mia rabbia. Quel comunicato insinuante mi rimane proprio indigesto. Ma non è solo una reazione emotiva personale. E’ una prospettiva di lavoro che reclamo: è una richiesta che non ci sia nessuna strumentalizzazione esterna o secondi fini inespressi. Che si scelga invece di collaborare nel solco della legalità. Che si abbia la volontà da ambo le parti di riconoscere i propri doveri e si rispettino i diritti di ciascuno. Con la consapevolezza che, con ruoli diversi, si lavora in un ente pubblico per il bene della comunità ed i datori di lavoro dei dipendenti sono i cittadini: il sindaco e l’Amministrazione sono solo dei gestori pro tempore con delega da parte degli elettori. Se sposeremo questa ottica, allora potremo esercitare la giusta sinergia e risolvere i problemi al meglio. E quindi, lo ripeto, da parte nostra la porta era aperta ed è rimasta aperta: incontriamoci.

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