Mentre si parla di futuro e sostenibilità, il presente per gli abitanti di Corella ha il colore del fango e il sapore dell’esasperazione. La frazione di Dicomano è ormai da mesi ostaggio di una viabilità ai limiti della praticabilità, devastata dal passaggio incessante dei mezzi pesanti diretti al cantiere del parco eolico gestito da AGSM.
Il Grido dei Residenti: “Non ne possiamo più”
La testimonianza che giunge direttamente da chi vive quotidianamente quel tratto di strada è un atto d’accusa che non lascia spazio a interpretazioni: “Situazione fangosa. AGSM ci lascia nel fango da mesi. Esiste uno stabilizzante per strade sterrate che potrebbe risolvere il problema, ma forse è troppo difficile o regna l’indifferenza? I loro mezzi vanno avanti e indietro peggiorando la situazione.”
Il punto critico riguarda circa 800 metri di carreggiata dove la convivenza tra il traffico pesante e la vita dei residenti è diventata impossibile. La domanda che sorge spontanea tra i cittadini è amara: “Energia pulita a quale prezzo?”. È accettabile che la transizione ecologica passi attraverso il degrado totale di un territorio e l’isolamento di una comunità?
Una Politica “Timida” e due Interrogazioni senza Risposta
La vicenda non è nuova alle aule della politica locale. Il consigliere comunale di “Insieme per Dicomano”, Saverio Zeni, ha sollevato ufficialmente la questione per ben due volte.





- Ottobre 2024: Una prima interrogazione denunciava l’aumento della pericolosità, l’uso di mezzi cingolati su strade pubbliche e la presenza di una frana mai risolta.
- Giugno 2025: Una seconda, durissima istanza definiva la situazione “disastrosa” e l’inerzia dell’amministrazione comunale “inaccettabile”.
Nonostante le risposte tecniche fornite dagli uffici (che citano deroghe al transito e futuri ripristini previsti in convenzione), la realtà sul campo non cambia. La Giunta Amato viene descritta dai residenti come “troppo timida” nel pretendere da AGSM interventi immediati e risolutivi, come la stesura di stabilizzanti o la manutenzione costante del fondo stradale, preferendo attendere la fine dei lavori mentre il territorio si sgretola.
Sicurezza a Rischio
Oltre al disagio, c’è il tema della sicurezza. Con un fondo stradale ridotto in queste condizioni, il transito dei mezzi di soccorso diventa un’incognita. Gli smottamenti e la “liquefazione” del terreno denunciati nelle interrogazioni di Zeni non sono solo un problema estetico, ma un rischio diretto per l’incolumità di chiunque si trovi a percorrere quella via.
I cittadini di Corella non chiedono l’impossibile, ma il rispetto dei diritti fondamentali: poter uscire di casa in sicurezza e non essere abbandonati al fango in nome di un cantiere che sembra avere priorità su tutto. Il Comune di Dicomano ha il dovere di passare dalle rassicurazioni burocratiche alle azioni concrete. Perché il progresso, se calpesta i territori che dovrebbe servire, non può definirsi tale.












