Vaglia

Sindaco e quattro consiglieri autosospesi dall’assemblea Pd. Dopo il voto bufera a Vaglia

Firenze o Mugello? Il 19 febbraio a Vaglia si vota per il futuro

Il sindaco, Leonardo Borchi, e quattro dei cinque consiglieri del Pd di Vaglia autosospesi dall’assemblea di circolo del locale Partito Democratico, in aperta polemica con i delegati che, spiega il primo cittadino, facevano parte dei comitati elettorali delle sue due sfidanti alle primarie e che non si sarebbero mai dimostrati collaborativi. Una situazione latente, che è stata fatta espodere dalla consultazione dei giorni scorsi sull’ambito territoriale di riferimento: Firenze o Mugello (clicca qui per l’articolo di OK!Mugello) E alla fine, l’amministrazione ha scelto. Scrive Borchi: “Abbiamo discusso e con un leggero margine di predominio ha prevalso l’orientamento di andare verso Firenze”. “Chiariamo fin da ora – continua – che la scelta è relativa in specifico per il Prs (Piano regionale di sviluppo). Che manteniamo le condivisioni di servizi con il Mugello come la raccolta dei rifiuti. Che certe opportunità, come per il turismo, ambivalenti su entrambe le aree, saranno coltivate comunque”. Ma la consultazione ha fatto detonare conflitti latenti. Già il locale segretario del Pd (Samuele Bartolacci) aveva parlato di tempi troppo stretti. E, anche se lui non sarebbe uno della ‘fronda’, la situazione era già molto tesa alla vigilia del voto, per poi degenerare. E rivolto a questi contestatori interni Borchi afferma: “Sette, dico sette di numero, delegati del PD di Vaglia, che credono di rappresentare il mondo intero”. E li bolla: “Democratici sì, solo quando conviene”. Allo stesso tempo, però, Borchi rifiuta di parlare di spaccatura interna al Pd, affermando che queste persone non rappresenterebbero gli iscritti. E spiegando che, dopo le primarie, i delegati a lui favorevoli si sono in larga parte dimessi, lasciando il partito in mano a chi non condivide la sua linea. Un ‘Vietnam’ che ora emerge in tutta la sua portata.

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