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Sentenza Forteto: Zeni replica al Sindaco di Dicomano. “Al Forteto di normale non c’era niente”

Il consigliere comunale risponde all'ottimismo del Sindaco Amato dopo il rigetto dei risarcimenti, richiamando l'attenzione sulle responsabilità politiche e il rischio di appello.

Amato zenida sx: Sindaco di Dicomano Amato, consigliere Zeni

Il consigliere comunale Saverio Zeni interviene sulla sentenza emessa il 17 marzo 2026 dal Tribunale Civile di Genova, che ha respinto le richieste di risarcimento avanzate dalle vittime del Forteto contro il Comune di Dicomano. Zeni esprime soddisfazione per lo scongiurato pericolo economico per i cittadini, ma contesta duramente la lettura dei fatti offerta dal Sindaco Massimiliano Amato.

Secondo l’esponente dell’opposizione, parlare di “verità definitiva” è prematuro, trattandosi solo del primo grado di giudizio. Zeni sottolinea come l’assenza di responsabilità civili dirette non cancelli il fallimento della vigilanza politica e dei servizi sociali nel corso dei decenni. “In quella comunità-setta non c’era assolutamente nulla di normale”, ribadisce il consigliere, citando le conclusioni della Commissione Regionale d’Inchiesta sul modello basato sulla sottomissione.

La nota difende inoltre la legittimità della petizione popolare e degli atti consiliari prodotti, presentati come strumenti necessari per la tutela dei contribuenti e per fare chiarezza sulla gestione del passato. Zeni respinge l’ipotesi che tali azioni siano state dettate da intenti speculativi, rivendicando il dovere di controllo su una vicenda che ha segnato profondamente il territorio.

L’azione politica proseguirà nel prossimo Consiglio Comunale con un’interrogazione specifica sulle strategie difensive dell’ente. L’obiettivo dichiarato è garantire che eventuali negligenze di sistema non ricadano economicamente sulla comunità, mantenendo alta l’attenzione sulle vittime che hanno subito abusi all’interno della struttura mugellana.

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