Borgo San Lorenzo

Selfie e bandiere. Salvini a Borgo, visto dagli opposti schieramenti….

Selfie e bandiere. Salvini a Borgo, visto dagli opposti schieramenti....

Foto e cronaca. C’erano proprio tutti gli ingredienti da copione classico oggi pomeriggio (giovedì 26 febbraio) a Borgo, ad attendere Matteo Salvini in Piazza Martin Luther King, insieme agli ignari clienti del vicino supermercato che, un po’ attoniti, spingevano i carrelli con la spesa in vista del fine settimana. E al centro, quasi solitario, il gazebo della Lega Nord con le bandiere, un banchino e un personaggio quasi caratteristico, da sagra potremmo dire, con tanto di grembiule. Ai due lati due gruppi di giovani, quasi in disparte, quasi timorosi del clamore che loro stessi hanno contribuito a creare. In mezzo, anche loro in attesa, c’erano i furgoni dei carabinieri con tanto di vetro grigliato ed agenti antisommossa; anche loro guardati con una certa sorpresa dalle massaie che uscivano dal supermercato. E noi, nell’attesa di Salvini, abbiamo fatto due chiacchiere con i ragazzi degli opposti schieramenti. Ne sono risultati discorsi forse più interessanti della visita stessa dell’europarlamentare. Prima abbiamo parlato con Giulia, che sosteneva uno striscione vicino a tante bandiere rosse. Perché se qui? Le abbiamo chiesto. “Ci hanno detto – ha risposto con la sua faccia giovane e pulita – che siamo antidemocratici. Noi non vogliamo impedire a Salvini di parlare; vogliamo solo dirgli che il Mugello è antifascista e democratico”. Concetto ribadito da chi, con orgoglio, sorregge la bandiera dell’Anpi. Poi abbiamo attraversato la piazza. E la stessa domanda l’abbiamo rivolta ai ragazzi che, con fare più ‘tranquillo’ sostavano accanto al gazebo. Perché siete qui? “Perché crediamo, davvero, nel cambiamento”. “Davvero” sottolinea uno di loro. “Perché ci siamo ‘rotti’ degli immigrati” interviene un altro. Gli altri subito precisano: “Non siamo razzisti. Gli stranieri sono persone che vanno aiutate, certo, ma nei loro paesi. Qiu neanche noi abbiamo il necessario per vivere”. Prima – aggiungono senza odio né livore – semplicemente vengono gli italiani”. Poi, finalmente e con un leggero ritardo, Salvini è arrivato. Subito intorno a lui si è radunata una vera e propria ressa di fotografi e di simpatizzanti, molti dei quali chiedevano semplicemente un selfie. Con un impianto improvvisato ha tenuto il suo discorso davanti al gazebo, in sostegno del candidato leghista alle regionali e della raccolta di firme per la presentazione della lista. “E’ ora – ha detto Salvini – che il rosso della Toscana si scolorisca un poco”. Poi ha parlato di ‘falsa generosità’ (che starebbe nell’accogliere le persone e gli stranieri quando gli stessi italiani sono senza risorse) e di normalità. “Non è normale – ha detto – che per venire qui a parlare di politica debba essere circondato da un cordone di Carabinieri”. Poi i selfie ed il ‘colore’ hanno avuto la meglio…. Fino all’arrivo dei rappresentanti degli allevatori mugellani; con i quali ha parlato del futuro della Mukki e della visita ad un’azienda agricola di Borgo…. Qui sotto le altre foto realizzate a Borgo…

 

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