Questa settimana la rubrica degli editoriali di OK!Mugello ospita lo sfogo di una madre. Una lettrice che ci ricorda che…
Settembre, ricomincia la scuola. E il Mugello rispecchia purtroppo la drammatica situazione del resto dell’ Italia…cattedre vacanti, supplenti che arrivano e vanno via, lezioni che cominciano a singhiozzo, tempo pieno in ritardo. Parlo per esperienza diretta sulla scuola secondaria di primo grado di Borgo San Lorenzo, dove, ad oggi, dopo una settimana e mezzo di orario ridotto (con tutti i conseguenti disagi, nonostante, va riconosciuto, l’ impegno della Dirigente Scolastica a venire incontro alle famiglie con un servizio di sorveglianza a scuola), ad oggi ancora è presente un orario provvisorio, in cui siamo arrivati forzatamente alle 5 ore mattutine colmando i buchi di materie per il momento inesistenti. E del tempo pieno ancora non se ne parla. Sempre per carenza di organico so che anche la scuola primaria ha dovuto posticipare l’avvio del tempo pieno. Tutto ciò, a parte i disagi organizzativi per le famiglie, porta ad una situazione in cui diventa normale “arrangiarsi” e in cui l’ emergenza è la condizione regolare. La scuola non deve essere un parcheggio dove lasciamo i nostri figli e dove si cerca di “tirare” per arrivare alla campanella d’uscita: fin dai primi giorni ogni ora a scuola deve essere costruttiva e contribuire ad arricchire i nostri giovani. La scuola a regime comincerà forse a dicembre, e intanto il primo quadrimestre sarà già volato via. Inutile stare a cercare i responsabili, come sempre in Italia non è mai colpa di nessuno; tra il mare di riforme e di graduatorie docenti, purtroppo le vittime sono i nostri ragazzi che si troveranno in affanno a rincorrere programmi scolastici cominciati in ritardo, adattandosi al cambio continuo di insegnanti. Ormai siamo abituati a vivere nel “provvisorio” e non ci stupiamo se al 15 settembre non è ancora pronto neanche un semplice abbonamento dell’ autobus, richiesto in Comune più di due mesi fa. Una mamma. Lettera firmata











