Mugello

Scontrini. In un agriturismo mugellano pranzo a nero per 450 euro. E il 24% dei controllati è irregolare

False attestazioni dei redditi Isee. Quattro nei guai a Firenzuola

Oltre 4.300 i controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali svolti verso tutte le categorie economiche, 843 i verbali per le irregolarità contestate, questo è il consuntivo dell’attività delle fiamme gialle fiorentine (in tutta la provincia) nei primi 8 mesi del 2011. Mediamente nella provincia, quindi,  1 controllo su 5 ha portato alla contestazione del mancato rilascio del documento fiscale. La media sale se si considera la sola città di Firenze, dove i verbali positivi sono risultati 1 ogni 3 controlli effettuati.

Le attività economiche dove più alto è risultato il livello di irregolarità sono riconducibili a: commercianti ambulanti, bar, pizzerie, drogherie e minimarket, ristoranti e trattorie, parrucchieri e barbieri, panetterie, carrozzieri.

Varia è la casistica delle situazioni constatate. La mancata emissione di uno scontrino o l’emissione di una ricevuta con un importo inferiore a quello reale rende possibile l’occultamento al fisco di importi che spesso ammontano a svariate centinaia di euro, come nel caso riscontrato di somministrazioni di un pranzo, nel giorno di Ferragosto, presso un agriturismo nel Mugello per  € 450  ovvero per la vendita, da parte di una boutique del centro storico fiorentino, di articoli in pelle (borse) per circa € 1.000.

Alcuni esercenti sanzionati una prima volta, dopo pochi mesi, sono stati nuovamente verbalizzati per analoghe irregolarità. In molti casi ci sono dei veri e propri “evasori seriali”, tipico è l’esempio di un venditore ambulante di panini e bibite, residente in Firenze che, tra il 2007 ed il 2011, è stato verbalizzato 19 volte per la mancata emissione di uno scontrino fiscale, mentre un venditore ambulante di bigiotteria, originario del sud-america ma residente in Incisa Valdarno, tra il 2009 ed il 2011, ha collezionato 15 verbali. Un soggetto di origine cinese che esercita l’attività di commercio al dettaglio di abbigliamento, negli ultimi 4 anni, ha ricevuto, invece, 11 verbali.

 La mancata emissione dello scontrino può emergere, talvolta, dal riscontro delle operazioni registrate dalla macchinetta del POS per il pagamento elettronico (con carte di credito o bancomat) con il registratore di cassa. Da un controllo della corrispondenza tra le due registrazioni è stato possibile accertare che un negoziante di S. Lorenzo ha omesso di registrare gli incassi per le vendite degli ultimi 3 anni per un ammontare superiore ad € 270.000.

Ci sono, inoltre, alcuni ambulanti che non attivano affatto il misuratore fiscale segnalando al cliente, che chiede lo scontrino fiscale, la rottura del registratore di cassa. In queste situazioni è prevista l’annotazione degli incassi sull’apposito registro dei corrispettivi che, spesso, però sono risultati completamente in bianco. E’ stato anche accertato che alcuni esercenti emettono uno scontrino c.d. “NON FISCALE”, che permette al commerciante di non contabilizzare gli incassi senza attirare l’attenzione del cliente sull’omissione.

 Nell’ambito delle varie aree della provincia la percentuale dei controlli irregolari rispetto ai controlli eseguiti varia in modo consistente:

  • Firenze ed hinterland: 38%;
  • Mugello: 24%;
  • Valdarno – Valdisieve: 21%;
  • Empolese – Valdelsa: 17% .

In alcuni comuni il livello di verbali irregolari, rispetto al numero dei controlli eseguiti, è più elevato rispetto al livello medio provinciale:

  • Palazzuolo sul Senio: 54%; Certaldo: 40%; Vaglia: 36%; San Casciano Val di Pesa: 37%; Fiesole: 33%; Scarperia: 32%; Sesto Fiorentino: 31%;

 

Nel capoluogo toscano i controlli sono stati svolti sia nel centro storico (meta di numerosi turisti) che presso i vari mercati che si tengono in tutta la città. La metà delle irregolarità sono state riscontrate nei confronti di ristoranti, pizzerie e bar. Seguono i piccoli minimarket ed alimentari nonché i venditori ambulanti di generi non alimentari.

Poco meno di 1/3 delle verbalizzazioni è stata effettuata nei confronti di attività economiche gestite da cittadini di etnia straniera (cinese, nord africani, est asiatico) che operano principalmente sia come ambulanti che in negozi (molti nel centro storico di Firenze) di vendita di generi alimentari, rosticcerie, kebab o di generi non alimentari.

Nel resto della provincia i controlli si sono concentrati su:

  • agriturismi abusivi che accolgono turisti stranieri che prenotano principalmente tramite siti on-line;
  • ambulanti di sagre, fiere, grandi eventi musicali e sportivi dove l’elevato “giro economico” attira la presenza di numerosi venditori che provengono anche da fuori provincia o regioni.

Le sanzioni a cui può incorrere il negoziante in caso di mancata emissione dello scontrino fiscale sono il pagamento di una sanzione amministrativa (definita dal D.Lgs. n. 471 del 1997), pari al 100% dell’imposta evasa, calcolata sul valore del prezzo di cessione del bene o servizio venduto e, comunque, per un importo non inferiore ai 516 euro. La normativa prevede anche la sanzione accessoria della sospensione dell’attività che scatta nel caso in cui sia constatata la mancata emissione di scontrini fiscali o ricevute fiscali per più di 4 volte nell’arco di 5 anni. La sospensione dell’attività può andare da 3 giorni ad 1 mese.

Tra il 2010 e 2011 sono 13 le attività sospese (con sede in Firenze, Incisa in Valdarno, Reggello, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio, Barberino di Mugello, Castelfiorentino, Empoli, Figline Valdarno, Montespertoli) con provvedimento dell’Agenzia dell’Entrate (6 ambulanti, 3 ristoranti – trattorie, 1 bar, 2 minimarket, 1 negozio di abbigliamento).

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