Barberino di Mugello

Outlet. Sciolto il comitato dipendenti. Fondo cassa al Canile

Outlet. Sciolto il comitato dipendenti. Fondo cassa al Canile

All’inizio del 2013 nasceva spontaneamente il comitato dei dipendenti outlet di Barberino del Mugello. “”Nasceva – spiegano i responsabili – perché si sentiva fra i dipendenti la necessità di avere una voce che facesse da tramite fra dipendenti del centro e la direzione dello stesso, che purtroppo fin dall’apertura dell’outlet nessuno si era preoccupato di far valere””. Ecco il resto della loro nota:

Sin dalla nascita del comitato alla prima riunione tenuta nelle salette comunali di Barberino i problemi dei dipendenti non tardarono a venire fuori: da orari di lavoro a contratti non rispettati,giorni di festività ormai non più esistenti ecc. Purtroppo anche se le istituzioni come sindaco o sindacati abbracciarono subito la causa del comitato, forse anche un pò in colpa per aver fin da allora non interessati a questa grande realtà lavorativa del Mugello, tutte queste istituzioni hanno trovato un muro da parte del centro che pur cercando di aprire dei tavoli di consultazione con la direzione del centro, non hanno mai trovato un riscontro diretto non volendo mai venire ad un dialogo e non volendo mai riconoscere l””esistenza di un comitato di lavoratori. Alla luce di questo il comitato che aveva un piccolo fondo cassa autotassando i vari membri del comitato, questo fondo che doveva servire per l’affitto delle salette per le riunioni o per le spese di cancelleria o per organizzare eventi come le coccarde tricolori da mettersi sulle divise il primo maggio come forma di protesta, abbiamo deciso di devolvere questo fondo cassa al canile del termine (come da statuto) visto il momentaneo stallo del comitato per vari motivi, fra i quali l’assenza di dialogo con la direzione che non riconosce il comitato o l’ennesimo abbandono da parte delle istituzioni e sindacati anche se i problemi per i dipendenti e aziende non sono certo svaniti anzi, anche l’ultimo cambio di orario che posticipa di un ora la chiusura del centro nei tre mesi estivi obbliga le aziende a pagare straordinari e levando dopo domeniche e festivi anche l’assenza in questi mesi di cenare in famiglia a molti dipendenti.

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