Il giorno 9 maggio presso l’auditorium della sede della Cassa di Risparmio di Firenze si è tenuta la premiazione delle scuole vincenti del concorso Achille Normanno. La scuola di Scarperia Ha vinto il primo premio, € 1000, per la categoria delle scuole secondarie di primo grado con un percorso scientifico sulle Leve. Quattro alunni rappresentanti delle tre terze della scuola hanno partecipato ai lavori conclusivi esponendo il lavoro svolto con l’ausilio di Slide, commentando uno alla volta il processo messo in atto. Inutile dire che grande è stato l’entusiasmo degli alunni una volta appresa la notizia della vittoria del concorso, a testimonianza che il lavoro svolto aveva prodotto un duplice risultato: la comprensione fattiva dell’argomento, e un risvolto economico interessante e tangibile per l’intera comunità scolastica. Nello specifico il percorso didattico sulle leve “Eppur si leva!”, che è stato scritto e sperimentato dagli insegnanti di matematica e scienze della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Scarperia San Piero, si colloca nel più ampio quadro del progetto di aggiornamento continuativo della Regione Toscana: i Laboratori del Sapere Scientifico (LSS). Questo progetto, teso a scegliere i nuclei fondanti dell’insegnamento scientifico e le modalità laboratoriali più produttive per l’apprendimento, prevedeva una fase triennale di formazione e la possibilità, al termine di essa, di entrare a far parte di una rete di scuole che svolgono attività di ricerca e sperimentazione didattica nel campo delle scienze e della tecnologia. All’interno di questo quadro si è inserita la stesura e la sperimentazione del percorso didattico “Eppur si leva!” che, concepito e svolto sull’idea della classe – laboratorio, si proponeva di far arrivare i ragazzi alla concettualizzazione della legge che regola il funzionamento e l’equilibrio delle leve. Attraverso un approccio laboratoriale e una precisa metodologia didattica, i ragazzi hanno fatto una serie di esperienze scientifiche utilizzando materiali di facile reperibilità quali assi di legno, sassi, cartoncino, righello, monete…. Questo approccio ha avuto sia il vantaggio di poter far ripetere le esperienze ai ragazzi anche al di fuori della scuola, sia di far percepire loro che per studiare fenomeni fisici anche abbastanza complessi non sono necessarie strumentazioni particolarmente sofisticate e che quindi tutti, anche con strumenti “poveri”, possono avvicinarsi allo studio della fisica. Inoltre, l’aver osservato, proprio all’inizio del percorso, che le leve sono oggetti di uso quotidiano, ha mantenuto alta la loro curiosità e il loro interesse e ha fatto percepire loro che la fisica fa parte del nostro quotidiano e non è solo un oggetto di studio a scuola.













