Scarperia e San Piero saranno un comune unico. Almeno così hanno decretato gli elettori; che domenica e lunedì si sono recati nei seggi allestiti nei due paesi per il referendum sulla fusione. Il sì, dicevamo, si è affermato in entrambi i paesi: con il 55,93% a Scarperia e il 73,98% a San Piero a Sieve.
L’affluenza, però, è stata piuttosto bassa. E la discussione se formare o meno il Comune unico non sembra aver appassionato abbastanza i cittadini. A San Piero a Sieve, ad esempio, si è recato alle urne solo il 37,4% degli elettori, per un totale di 1226 voti validi (907 sì e 319 no).
A Scarperia la percentuale è stata ancora minore: solo il 33,5% del totale degli elettori; per un totale di 2022 voti validi (1131 sì e 891 no).
Che succederà ora? La fusione diventerà operativa nei prossimi mesi (da gennaio 2014); per arrivare fino al voto amministrativo di maggio gestita da un commissario. Poi saranno eletti il sindaco ed il consiglio comunale del nuovo comune. Che manterrà comunque uffici in ambedue i paesi (per i servizi più richiesto o urgenti).
La fusione dei due comuni permetterà inoltre di accedere a risorse e finanziamenti regionali, nonché la possibilità di derogare al patto di stabilità.












