Scarperia e San Piero

Scarperia – San Piero. ‘Polemica’ sulla paternità della fusione…

Fusione Scarperia-San Piero. Polemica sul nome, dibattito...

La lista civica Idea 2.0, con la seguente nota, rivendica il merito di aver per prima proposto la fusione tra Scarperia e San Piero, che si è poi nei fatti realizzata. Ecco quanto riceviamo e pubblichiamo:

“Il revisionismo”. Nei giorni scorsi, su questo giornale, è stata pubblicata una nota a cura del PD locale. Un elogio, ed insieme una rivendicazione, per l’attività svolta dalle Amministrazioni Comunali di Scarperia e San Piero a Sieve. Ciò in risposta all’avvio di alcune opere pubbliche, nei due Comuni, fatto dal Commissario Prefettizio. Non abbiamo niente da commentare sui meriti dichiarati, così come su quelli inespressi e relegati all’oblio, in materia di opere pubbliche, in questi anni, nei due Comuni. Tuttavia, in quella nota, colpisce l’asserzione, maldestra, capziosa e politicamente scorretta, riguardo alla fusione ratificata con il referendum consultivo dello scorso ottobre. Così, il PD locale, in modo autoreferenziale e revisionista, ed a chiare lettere, se ne appropria la “paternità”. Sicché, per quel che possa valere, ecco che ci preme ricordare come avvenne la faccenda ed in quali circostanze è maturata. Fino dall’esame del bilancio, del Comune di San Piero a Sieve, per l’esercizio 2009, discusso nel 2010, era emersa la criticità, e non la bancarotta (questo non lo negheremo mai), del dato contabile. Già da allora furono proferite le prime ipotesi, in senso lato verso altri Comuni, per una eventuale unione fra enti. A partire dalla fine del 2010, e poi con la nostra mozione nella primavera del 2011, il progetto di fusione amministrativa, Scarperia e San Piero a Sieve, prese corpo, fino all’epilogo ormai passato alla storia dei nostri giorni. Vogliamo ricordare il risolino ironico, quasi denigratorio, di alcuni Consiglieri Comunali, di fronte alla gestazione del nostro progetto. Loro, i forti, per avere consolidato in circa settant’anni di governo del territorio le loro certezze e la loro lungimiranza. Si, è vero, poi votarono la nostra mozione. E non fu chiaro se per reale convinzione o, semmai, per disciplina di partito. Una sorta di partita di giro, una compensazione, messa in campo per lenire il disappunto sullo statuto e sul ruolo della nascente Unione Montana dei Comuni del Mugello. Due fatti che avvennero in contemporanea, primavera-estate 2011. La sintesi: ma si, via, votiamo quella mozione, tanto rimarrà sul tavolo. Invece le cose sono andate tanto diversamente che, appunto, adesso, si da luogo a questo virtuoso esercizio di accaparramento della partenità del progetto. Dunque, niente di nuovo nella politica nostrana, almeno in una parte di questa. Una rivendicazione tronfia e scorretta. Lista Civica Idea 2.0

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