Dal Circolo di Rifondazuione Comunista di Scarperia riceviamo e pubblichiamo quanto segue:
Proprio mentre sul piano nazionale assistiamo da tempo, ad opera del governo Berlusconi, a provvedimenti che minano i fondamenti delle Libertà e delle Garanzie di Legalità Costituzionali, a Scarperia la giunta Ignesti, in data 12 luglio, ha varato un documento definito : “PROCEDURA ISTRUTTORIA INTERROGAZIONI CONSILIARI”, procedura che contiene delle limitazioni pesanti alla possibilità di accesso agli atti da parte dei Consiglieri, demandando al responsabile dell’Ufficio Affari Generali la facoltà di “valutare la ammissibilità delle interrogazioni e richieste dei Consiglieri”.
Il nostro Gruppo ha subito presentato una mozione urgente, sulla quale il Sindaco si è anche rifiutato di far decidere al CC, sulla immediata discussione, come previsto nei casi urgenti. Per comprendere il contesto dal quale è nata questa procedura ed il comportamento censorio ed autoritario del Sindaco, citiamo alcuni fatti precedenti (tutti preoccupanti) che a nostro avviso stanno alla base di questa impropria iniziativa da parte della Giunta:
-In data 29 giugno si era svolta una commissione di Garanzia nella quale, oltre a non avere fornito al ns. Consigliere i documenti richiesti oltre 20 gg prima e relativi all’argomento in oggetto, da parte dei responsabili d’ufficio era stato comunque precisato verbalmente che alcuni atti, come i pareri Legali richiesti dal Comune, non potevano essere consegnati. – Di fronte a ciò era stata presentata dal ns. consigliere una mozione per respingere tale interpretazione, anch’essa non posta all’ odg del Consiglio Comunale. – Erano inoltre scaturiti problemi nelle modalità di stesura e nel contenuto dei verbali delle commissioni, non ancora risolti. Riteniamo che tale “procedura”, se mantenuta, rappresenterebbe un precedente grave e potrebbe determinare una situazione di inagibilità politica istituzionale non solo del nostro Gruppo consiliare, ma dell’intero consiglio Comunale; questo crediamo sia inaccettabile.
Il Circolo di Rifondazione ritiene necessario annullare questo atto antidemocratico e a tal proposito ha suggerito al Gruppo Consiliare di formulare una unica mozione di annullamento da parte del Consiglio Comunale di tale procedura, il divieto di “segretare” atti pubblici e l’obbligo da parte del Presidente del Consiglio Comunale di far decidere al Consiglio Comunale su argomenti ritenuti urgenti non inseriti negli ODG , eliminando tutte le considerazioni polemiche , che potrebbero essere utilizzate come pretesto di un voto contrario, ritirando quindi le 2 mozioni già presentate e non discusse nel C.C. del 14 Luglio, per cercare di chiudere questa vicenda della quale Scarperia non aveva alcuna necessità.
Crediamo che i partiti ed i consiglieri della coalizione del “centro sinistra” di Scarperia, per conservare un minimo di credibilità sulla trasparenza e la democrazia, non possano rendersi complici di atti che limitano le prerogative del Consiglio Comunale e la possibilità di una completa informazione dei cittadini. Il Circolo di Rifondazione di Scarperia , in un momento delicato per la difesa della democrazia e della legalità costituzionale, seguirà questa vicenda in stretto rapporto con il Gruppo Consiliare e qualora la mozione di annullamento non venisse approvata dal prossimo Consiglio Comunale , deciderà tutte le ulteriori iniziative che riterrà necessarie. Cogliamo l’occasione per invitare tutti gli iscritti e gli elettori della lista Comunista di Scarperia a partecipare alle iniziative ed alle riunioni del Circolo ed alle assemblee pubbliche mensili del Gruppo Consiliare. Visitate e fate conoscere il nostro sito: www.rifondascarperia.altervista.org












