I fratelli Ludovico e Giuseppe Chiesi e i cugini Nella, Ubaldo e Lorenzo Sottini sono gli attori principali del romanzo. Le loro vicende, a volte tragiche, a volte comiche, si snodano dentro il contesto del piccolo paese di Sant’Agata e nel più ampio e drammatico scenario della “Grande Guerra”. Attorno alle loro vite ruotano altri personaggi, popolari e genuini, ma anche personaggi storici, cinici e ambiziosi: le loro storie, collocate nei singoli capitoli, si intrecciano come le tessere di un mosaico, dando all’opera un respiro unico. Le vicissitudini paesane, le fatiche della vita rurale, gli amori e le speranze si sviluppano dunque sullo sfondo dei drammatici eventi bellici che entrano nella narrazione portando in primo piano gli aspetti umani e psicologici di vite mai completamente realizzate: farfalle che non hanno avuto la possibilità di volare.

Il romanzo si compone di parti propriamente narrative e di ricostruzioni storiche e ben riesce a esprimere, e a registrare, il clima che si respirava in quel particolare momento, e il forte distacco, per gli interessi politico-economici in gioco, tra il potere e le masse popolari. Per la stesura del romanzo sono state recuperate le narrazioni orali dei paesani, la ricerca negli archivi disponibili sulla rete ed i riferimenti individuati nell’archivio di Stato di Firenze e nell’archivio diocesano della stessa città. L’elenco dei personaggi menzionati nelle battaglie trovano la loro reale collocazione nelle documentazioni dai bollettini e pubblicazioni ufficiali dell’esercito. Al livello popolare dei protagonisti del piccolo borgo si affianca dunque quello storico-politico, ricco di riferimenti tratti da pubblicazioni, memoriali e giornali d’epoca.
Stefano Lepri, classe 1948, è cresciuto nelle valli mugellane, è un grande appassionato di letteratura e un assiduo frequentatore di archivi e fondi antichi. Dirigente delle ferrovie, è riuscito a conciliare la carriera con gli studi: ha costruito la sua formazione tanto sui saggi storici che sui romanzi popolari e tra i suoi punti di riferimento letterari ci sono autori come John Steinbeck, per l’essenzialità del linguaggio, e William Reich, per le penetranti analisi socio-psicologiche. Bibliofilo e collezionista di testi di narrativa novecentesca è un grande amante della natura e delle tradizioni rurali toscane: su questi temi ha composto fin dalla giovinezza racconti e raccolte di liriche privilegiando gli aspetti più semplici della vita contadina. Dopo diversi anni di ricerche ci consegna il suo primo romanzo che costituisce uno quadro inedito e vibrante sugli effetti che la prima guerra mondiale ha prodotto su di una generazione impreparata, costretta, all’improvviso, a tanta disumanità.












