Scarperia e San Piero

San Piero e gli alberi perduti. Una lettera in redazione

Pino marittimo

Scrive la nostra lettrice Alessandra Taiuti, in una bella e sentita lettera alla redazione: Gli alberi, purtroppo, sono spesso vittima dell’incuria e dell’indifferenza degli uomini. Anche l’abitato di San Piero a Sieve, nel corso degli anni, ha perduto una parte del suo patrimonio pubblico arboreo. Infatti, sono stati abbattuti i pini marittimi che caratterizzavano, nel particolare, la zona della rotatoria delle Mozzete, della rotatoria Sieve, via della Stazione e piazzetta Cambray Digny, zone che adesso non hanno più neanche un filo d’ombra. Alcuni alberi di tiglio sono stati tagliati lungo la via Provinciale per fare posto alle pensiline degli autobus o per favorire la visibilità agli utenti della strada e in via del Pignone perché danneggiavano il marciapiede.

E’ vero che i pini sono poco adatti al nostro clima e possono creare problemi di sicurezza, pensiamo agli effetti delle tempeste di vento causate dai cambiamenti climatici e che le radici degli alberi possono dissestare il manto stradale, ma abbiamo sempre sperato in una diversa sistemazione di quelle aree e nella sostituzione delle piante tagliate con altre essenze arboree. Perché la loro mancanza si sente, eccome, anche in termini di qualità dell’aria e di innalzamento delle temperature. Perché, tra i tanti benefici offerti dagli alberi, c’è quello di dar vita ad ambienti adatti per attività ricreative e ludiche, o più semplicemente a un’ombra fresca sotto cui rifugiarsi durante le calde giornate estive. In passato, a dare una mano in tal senso, c’erano le ampie chiome degli alberi che riparavano coloro che sostavano sulle panchine vicino al tabernacolo con la scultura del Berti (panchine scomparse, anche loro, col trascorrere del tempo) e sotto il pino di piazza Cambray Digny (sostituito da una statua), o che percorrevano via della Stazione e via del Pignone.

Con i lavori di costruzione della rotatoria delle Mozzete e della rotatoria Sieve e delle aree collegate sono stati realizzati marciapiedi e isole pedonali, è stata sistemata l’aiuola centrale e quelle piccole esterne con erba e pochi cespugli, ma di alberi non c’è traccia. In questi giorni sono in corso opere di riqualificazione in via della Stazione e prossimamente verrà realizzata un’altra rotatoria all’inizio di via Cafaggio, fatto che, crediamo, comporterà l’abbattimento di altre piante. E allora viene spontanea una domanda: questa volta l’amministrazione comunale sarà più accorta e le alberature tolte, in passato e in futuro, verranno sostituite con nuove piante?

C’è una legge, la numero 10/2013, che prevede che per ogni bambino nato o adottato nei comuni sopra ai 15.000 abitanti venga piantato un nuovo albero dedicato. Sarebbe bello che questo diventasse un evento tradizionale anche per i comuni non obbligati, e quindi anche per quello di Scarperia e S. Piero. E perché non mettere a dimora nuovi alberi nel corso della Giornata nazionale dell’albero coinvolgendo e sensibilizzando le scolaresche e tutta la popolazione anche per diffondere una maggior cultura del rispetto dell’ambiente?

Si parla molto di una fase 3 del post emergenza Covid, molte amministrazioni pubbliche stanno puntando sulla natura come primo alleato per abbattere le emissioni di CO2, per tutelare il paesaggio e vincere la sfida dei cambiamenti climatici.

Ci aspettiamo, dalla nostra amministrazione comunale, un percorso “verde” e sostenibile che guardi al presente e al futuro della nostra zona, perché piantare alberi non è soltanto una questione estetica e di arredo urbano ma perché riguarda la qualità della vita di noi tutti e dell’aria che respiriamo. Un salto di qualità che ci appare come non più rinviabile.

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