OK!Mugello ieri ha contattato Lucia Barbieri Iannucci (la moglie del dottor Giandomenico Iannucci, che operava a Scarperia e San Piero e che è stato ucciso dal Covid-19), dopo che questa ha scritto al quotidiano La Repubblica (clicca qui) una bellissima e sentita lettera.
La signora Lucia ha approfittato del contatto con la nostra redazione per chiederci di portare i ringraziamenti a tutti i mugellani che hanno tributato a suo marito bellissimi messaggi di stima e di affetto. “Abbiamo avuto – spiega a OK!Mugello – tantissimi attestati di affetto. E ringrazio molto i cittadini di Scarperia e San Piero che mi sono stati vicini. Avrei certo preferito – aggiunge – non essere così alla ribalta. Ma mio marito si è sempre speso tantissimo per i pazienti; e ora io li ringrazio, sia quelli di Scarperia, sia quelli di San Piero”.
Lucia, che al momento in cui l’abbiamo sentita (martedì 21 aprile) si trovava in quarantena in attesa del terzo tampone, ricorda brevemente, anche con OK!Mugello, il ‘calvario’ del marito: quei casi ‘sospetti’ di polmonite in alcuni pazienti, curati già a gennaio, poi i primi sintomi (piuttosto ‘sfumati’, per la verità), il tampone non accordato e il decorso della malattia. E spiega di voler lottare perché sia riconosciuto, a lui come ad altri medici che si sono ammalati in servizio, l’infortunio sul lavoro.
Ma intanto, come detto, ringrazia tutti i mugellani. E noi siamo orgogliosi di poter portare la sua voce.












