Scarperia e San Piero

Scarperia. Bilancio di un consigliere alla fine del mandato…

Scarperia. Domenica 26 c'è l'Infiorata. Info e storia...

Scarperia e San Piero sono ormai un comune unico; e in attesa delle elezioni della prossima primavera i Consigli Comunali sono decaduti ed i poteri assunti da un commissario. Ecco l’esperienza in Consiglio Comunale nella relazione di fine mandato dalla consigliera del PRC nel Gruppo Consiliare Comunista del Comune di Scarperia  Tatiana Bertini.

Vista l’ interruzione anticipata del mandato dovuta alle procedure per la fusione dei due Comuni di Scarperia e di San Piero a Sieve, decisione per altro non condivisa dal nostro gruppo consiliare, ritengo, per comunicare a chi ha dato la fiducia votando nelle scorse elezioni amministrative per il Gruppo Consiliare Comunista, di dover puntualizzare le principali questioni affrontate nell’ultimo anno.

Per i “Lavori di Ripristino ambientale nel comune di Scarperia”, compresi i siti di Campati e Marticcioli a S. Agata, per i quali abbiamo presentato un’interrogazione a Febbraio 2013, non si è ancora fatta completa chiarezza su ciò che è successo, né si è avuto, o programmato, l’allontanamento del materiale difforme e l’eventuale bonifica del territorio. Non vogliamo che il nostro sforzo vada nel dimenticatoio, ma vogliamo che l’interesse continui, anche con la nuova amministrazione, a tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente agricolo, del paesaggio e del rischio idrogeologico;

A Marzo 2013, visto il desiderio manifestato da parte della cittadinanza di avere uno spazio comune dove impiegare il proprio tempo libero in attività ricreative, culturali e sociali, abbiamo proposto nel capoluogo un centro di aggregazione apolitico, non confessionale e di promozione Sociale per tutte le età, mai realizzato, ma per il quale la cittadinanza, soprattutto quella giovanile, ne palesa ancora la necessità. Ci auguriamo che con la prossima amministrazione, questo venga realizzato.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, riteniamo scandaloso il raggiungimento di neppure il 36% del nostro comune di raccolta differenziata, quando la Regione Toscana chiede un minimo di 45%, la comunità europea del 65%, altri comuni del Mugello riescono a raggiungere più dell’60%, ed altri comuni della provincia di firenze più dell’85%. Pensiamo quindi sia giusto, magari insieme a tutta l’UMCM, come del resto è già avvenuto per diversi comuni della provincia di Firenze, di entrare a far parte dei comuni che aderiscono alla strategia rifiuti 0, ricordando che la raccolta porta a porta attualmente è l’unico metodo che, assieme alle stazioni ecologiche, oltre a creare posti di lavoro, garantisce un differenziato di qualità e di conseguenza un grosso decremento riguardo ai rifiuti da mandare in discarica, in un’ ottica di sviluppo sostenibile, di una tariffazione puntuale dove chi inquina paga, di una diminuzione del costo di smaltimento dei rifiuti per i cittadini con diminuzione di imballaggi, riutilizzo e riciclaggio.

Pensiamo che la gestione dell’acqua dovrebbe tornare pubblica, in attuazione del risultato del referendum del Giugno 2011, e forse attraverso l’UMCM, potremmo riuscirci. Un esempio di ritorno all’acqua pubblica è il comune di Parigi, che da quando è passata ad una gestione totalmente pubblica della rete idrica, ha avuto un abbassamento della bolletta dell’8% risparmiando 35 milioni di euro l’anno.

I trasporti pubblici in orario serale e festivo nel territorio del mugello e soprattutto da e verso Firenze sono insufficienti e talvolta addirittura assenti, a discapito della socializzazione delle fasce più deboli e della sicurezza stradale. Per questo pensiamo vadano riorganizzati, anche attraverso l’UMCM.

Riguardo all’ospedale del Mugello, ai servizi da questo erogati ed ai servizi socio sanitari presenti sul nostro territorio, visto la prevista futura riorganizzazione, in un territorio topograficamente disagiato come quello del Mugello, riteniamo sia importante che vengano mantenuti e che anche l’amministrazione futura si mobiliti per farlo, come del resto ha fatto questa amministrazione quando si è rischiato la chiusura del servizio di IVG.

A tale proposito mi preme sottolineare come sia importante che la Regione comunichi che il presidio del Mugello ad oggi ha 123 posti letto e non 115 come apparso nelle stampe Nazionali, preservandoci in tal modo dal rischio di chiusura per gli ospedali con meno di 120 posti letto.

Un’ ultima considerazione volevo farla riguardo al progetto di impianto eolico previsto sul monte Gazzarro (per il quale come gruppo abbiamo sempre espresso parere contrario), uno dei crinali più belli dell’appennino.

Visto che si parla di energie rinnovabili, riteniamo giusto sottolineare il fatto che un crinale distrutto non si rinnova, per questo costi e benefici dell’opera devono essere valutati molto accuratamente.

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