Dal comitato Carza Viva riceviamo e pubblichiamo la seguente nota, pubblicata in seguito al sopralluogo sul Carza del presidente di Publiacqua (già recensito sul nostro sito web OK!Mugello.)
Nel lontano 2007, visto la crisi idrica dell’intero bacino del Carza, impattato totalmente dalla costruzione della galleria della TAV Bologna‐Firenze, per non rischiare che i rubinetti dell’intero paese di San Piero a Sieve rimanessero a secco, il CAVET mise a strascico un tubo provvisorio che partiva dai piede della galleria in località Cardetole per andare ad alimentare l’acquedotto comunale, rilasciando l’acqua nelle anse antistanti il torrente medesimo.
Successivamente il tutto fu preso in gestione, con la cisterna e la relativa pompa di rilancio da Publiacqua, che in questo ultimo mese di agosto, visto il continuo martellamento su internet e la pubblicità sui giornali locali e nazionali del (flash mob) realizzato da parte dei componenti del comitato, ha posato altri 20 metri di tubo, rendendolo visibile ai cittadini sotto il ponte di Via di San Francesco, con il relativo rilascio d’acqua 24 ore su 24.
Già dal mese di settembre 2012 Publiacqua spa, ha presentato in comune un progetto interamente finanziato, per la definitiva posa e il rinterro di due tubi non più in polietilene ma in ghisa.
Circa un mese fa, dopo il flasch mob in costume da bagno fatto nel letto del fiume, protestando perché l’azienda non aveva dato corso ai lavori definitivi per il recupero della l’acqua del Carza, fu inviato una e‐mail al nuovo Presidente di Publiacqua Filippo Vannoni, dove si richiedeva spiegazioni in merito.
Da questo contatto è scaturito uno scambio di e-mail e telefonate, dove il Presidente esprimeva il piacere di incontrarci in loco, per rendersi conto personalmente di cosa si trattasse. Per questo nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo congiunto fra il Presidente di Publiacqua, alcuni suoi dirigenti, il Comitato Carza Viva e il Sindaco Semplici, nel quale sono state poste sul tappeto tutte le problematiche e le relative controversie:
Publiacqua è consapevole fino dall’inizio, che tali rilanci d’acqua, sono solo propedeutici ad rimpinguare la falda dei due piccoli laghetti antistanti l’acquedotto comunale, in modo che gli abitanti non rimanghino senza acqua nei periodi estivi e non solo;
Che Publiacqua inizierà il reinterro delle tubazioni in ghisa come da progetto, togliendo il non troppo decoroso tubo nero, che pericolosamente è a strascico per il territorio paesano per circa 700 metri e che ha colpito psicologicamente in senso negativo tutta la popolazione, dopo la sua ultima modifica che l’ha reso visibile a tutti;Il Comitato Carza Viva ha chiesto l’immediato inizio di tali lavori e la modifica della portata delle pompe in modo che sia rilanciata la totalità delle acque drenate dalla galleria nord di Vaglia che in pendenza sfociano ai piedi del tunnel in località Cardetole, per non rilasciare alcunché nel canale parallelo alla ferrovia che ancora attualmente defluisce nel fiume Sieve;
Il Comitato Carza Viva ha richiesto ufficialmente a Publiacqua uno sforzo ulteriore da fare insieme ai rappresentanti di Regione e Provincia, dopo che i tecnici avranno al più presto monitorato la quantità dell’intera portato dell’acqua di drenaggio, allo scopo di portare le tubazioni in ghisa più a monte dell’attuale ponte di via San Francesco, per poter dare vita biologicamente anche ad un altro tratto del nostro corso d’acqua all’interno del capoluogo;
Dopo il cordiale ma serrato colloquio fra i convenuti, Publiacqua ha promesso che i lavori inizieranno nel mese di ottobre, per terminare non oltre la prossima primavera 2014; La Ditta poi effettuerà i rilievi e l’analisi necessarie per il monitoraggio dell’effettiva portata delle acque, che però non precluderanno l’esecuzione dei lavori e il rilancio nella sua portata massima e totale. In fine verrà aperto un tavolo per la partecipazione alle eventuali spese maggiori con Provincia e Regione, per il prolungamento delle tubazioni a monte del torrente;
Il Comitato esprime piene soddisfazione per l’incontro avvenuto in loco, rilevando che se non ci fosse stato tale incontro, i soggetti interessate, non avrebbero avuto modo di chiarirsi e programmare efficacemente alcunché nel nome e nel bene di tutta la popolazione sampierina.












