Dal Comune di San Piero a Sieve riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:
Il Consiglio Comunale dello scorso 30 aprile ha approvato, con i voti contrari delle minoranze, il rendiconto di gestione dell’anno passato. Proseguendo con la politica di rigore, che ha improntato l’operato dell’amministrazione fin dalla sua istituzione, per il secondo anno il consuntivo si è chiuso con il segno positivo, per un totale di quasi cinquemila Euro di risultato di amministrazione disponibile.
La soddisfazione del Sindaco e dell’amministrazione si esprime, pur nella constatazione di trovarsi costantemente di fronte ad un bilancio fragile, nella consapevolezza di essere comunque riusciti a mantenere lo stesso livello di servizi, con particolare riguardo alla scuola e al sociale, tenendo conto dei riflessi che l’attuale congiuntura economica ha sull’intera collettività. Anche sul versante delle opere pubbliche – ha fatto notare il Sindaco nel suo intervento in Consiglio – sono stati realizzati gli interventi previsti, contando di portare al più presto a conclusione la riqualificazione dell’abitato di Campomigliaio, e l’ampliamento del cimitero del capoluogo.
Questo, senza nascondere a nessuno le immediate, gravi ricedute sul bilancio, già dai primi mesi di applicazione del patto di stabilità, al quale da quest’anno è appunto sottoposta anche la nostra amministrazione, con conseguenze gravi sulla gestione delle risorse.
Infatti, una delle richieste che i piccoli Comuni stanno sostenendo attraverso Anci e Uncem Toscana, per la loro stessa sopravvivenza, è proprio l’esenzione dal patto di stabilità per gli enti compresi fra i 1.000 ed i 5.000 abitanti, o comunque una sostanziale modifica alla normativa, che escluda da questo obbligo le spese per i pagamenti pregressi, e per quelli relativi ad investimenti obbligatori, quali ad esempio la messa in sicurezza delle scuole.
Altre note dolens, che hanno più volte visto i Sindaci scendere in piazza, sono costituite dalla Tares, per la quale viene richiesto il rinvio dell’applicazione al 2014, insieme ad una revisione e semplificazione del quadro delle imposte e tributi locali, ed in particolare dell’IMU, affinchè gli introiti da essa derivanti siano assegnati esclusivamente ai Comuni, attribuendo loro un’ampia flessibilità nella determinazione delle aliquote, secondo principi di equità e progressività.
Il Sindaco, in conclusione, non poteva che guardare ancora una volta positivamente al progetto di fusione intrapreso con il Comune di Scarperia, nato e progredito nella convinzione che, al di là dei contributi economici previsti per gli enti che usufruiscono di questa possibilità, ed all’esenzione dal patto di stabilità per un triennio, insieme si possano affrontare e superare meglio le difficoltà alle quali ci troviamo di fronte.












