Parliamone, di domenica, grazie a una lettera arrivata in redazione da una madre mugellana. Che ci racconta un episodio avvenuto nei giorni scorsi sulla strada di Sagginale. Eccola:
Salve, vorrei mettervi a conoscenza di un incidente avvenuto l’altro giorno alle 18.15 circa nella zona di Sagginale. Mio marito si trovava come quasi ogni giorno lì con due dei miei figli di 8 e 9 anni in bicicletta per allenarsi quando una macchina sorpassandoli a distanza troppo ravvicinata ha urtato uno dei bambini, Daniel 8 anni, non solo facendolo cadere ma senza neanche fermarsi. E così anche le altre 2 o forse 3 macchine dietro che naturalmente hanno visto il tutto. Fortunatamente il mio bambino, portato subito al pronto soccorso, non ha riportato niente di grave: solo tanta paura e varie escoriazioni. Ma grave è stata l’indifferenza, la cattiveria che ogni volta che mio marito si trova ad affrontare quando porta i bambini in bicicletta, tra parolacce insulti che riceve dalla macchine che passano, e ogni volta la paura degli imbecilli dì turno che li sfiorano. Non voglio ricordare chi è stato meno fortunato del mio bambino ma vorrei che queste persone che provano così tanto odio per i ciclisti (e ce ne sono tanti) iniziassero a mettersi una mano sulla coscenza e che capissero che la strada è di tutti. Grazie Cristina Berardicurti
Nota bene: Cristina, al telefono, ci racconta che uno dei primi poi a fermarsi sarebbe stato Marco Cavorso. Padre del piccolo Tommaso (che morì negli anni scorsi a 13 anni in un incidente simile) e che è ora uno dei responsabili del la sicurezza dei ciclisti italiani.












