L’assessore Renzo Crescioli ha risposto in Consiglio Provinciale ad un’interrogazione in merito alla recente ondata di maltempo ed alle inondazioni che ne sono conseguite. Nella sua risposta ha toccato anche il tema del Mugello, dell’inondazione di Sagginale e della diga di Bilancino. Ecco la parte di comunicato che riguarda questo tema ed il nostro territorio:
La mappa dei problemi e degli interventi nella comunicazione dell’assessore all’Ambiente Renzo Crescioli in una comunicazione al Consiglio provinciale di Firenze. Ecco un ampio resoconto luogo per luogo. L’elenco della situazione delle strade
L’evento di maltempo del 10 febbraio è stato particolarmente severo per intensità ed estensione. Si è trattato di un’intensa perturbazione che, ha spiegato al Consiglio provinciale l’assessore all’Ambiente Renzo Crescioli con una comunicazione sull’argomento, ha provocato un rapido innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua della provincia.(….)
Per quanto riguarda la ”’Sieve”’, una volta avuta conferma dalle previsioni meteo dell’intensità dell’evento e della localizzazione delle piogge (cosa che si è verificata con l’aggiornamento meteo della mattina del 10 febbraio), si è deciso nella prima mattina del giorno 10 febbraio di far effettuare alla società Publiacqua, gestore della diga, una manovra al fine di migliorare la capacità di laminazione tipica dell’invaso, in modo cioè da rendere disponibili, nei limiti del possibile, maggiori volumi d’invaso nel successivo momento in cui sarebbe arrivato il picco di piena, poi avvenuto nel tardo pomeriggio.
E’ da evidenziare come l’invaso abbia svolto comunque una funzione di laminazione per tutto l’evento e che quindi non si possa parlare di svaso ma di regolazione della capacità di laminazione. A dimostrazione di ciò basta vedere che i livelli d’invaso hanno subito un costante innalzamento durante tutta la giornata. Della manovra sono stati informati tutti gli enti che hanno competenze in materia (Regione Toscana, Prefettura e Registro dighe).
La manovra dell’invaso è comunque da ritenersi eccezionale, infatti negli ultimi 10 anni era stata intrapresa una sola volta oltre a quella del giorno 10/02.
Tale azione ha permesso di ridurre nel momento di massimo picco di piena in Sieve le portate da Bilancino da 150 mc/sec a 78 mc/sec. A fronte di ciò si sono verificati degli apporti straordinari degli affluenti della Sieve (Anguidola, Rimotoso, Carza, Fistona, Faltona, Levisone, Bagnone), posti a valle della diga e dunque immissioni non regolabili dalla stessa: in particolare si è avuta una portata straordinaria del torrente Carza, che è arrivato a immettere nella Sieve portate dell’ordine di 100 mc/sec.
Nonostante l’operazione di laminazione nel momento di picco, si è assistito all’allagamento di alcune abitazioni site in prossimità del fiume Sieve in località Sagginale (edifici che si erano già alluvionati durante le piene del 1992) e che insistono su aree perimetrate a pericolosità elevata del Piano assetti idrogeologico.
Risulta comunque agli Uffici della Direzione Difesa del Suolo che un ruolo determinante nell’allagamento di dette abitazioni lo abbiano avuto più che le acque della Sieve le acque di versante portate dal reticolo minore.
In ogni caso una gestione ottimale che esuli dal prendere decisioni in un momento di crisi si potrà avere solo quando sarà data attuazione a quanto previsto nella Direttiva Presidenza del Consiglio dei ministri 27.02.2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allerta nazionale e regionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile”, relativamente ai piani di laminazione.
Essa prevede: “Nell’ ambito della gestione del Sistema di allertamento per il rischio idraulico la Direttiva prevede la necessità di organizzare un’adeguata attività di regolazione dei deflussi dagli invasi artificiali presenti sul bacino, per concorrere a limitare gli effetti della piena. A tal fine l’ Autorità responsabile del governo delle piene assicura, con il concorso dei Centri Funzionali, delle Autorità di Bacino, del Registro italiano dighe, degli Uffici territoriali di Governo, delle Autorità responsabili dei piani d’emergenza provinciali, dei soggetti responsabili del presidio territoriale ed attraverso i gestori di opere idrauliche, la massima laminazione dell’ evento di piena, atteso o in atto, e lo sversamento in alveo di portate non pericolose per i tratti del corso d’acqua a valle.
Per diversi e possibili prefigurati scenari d’evento e per ciascuna diga, il piano di laminazione deve prevedere le misure e le procedure da adottare che, pur definite tenendo in buon conto sia la mitigazione degli effetti a valle dell’invaso, sia la sicurezza delle opere, sia l’esigenza di utilizzazione dei volumi invasati, non possono comunque non essere finalizzate alla salvaguardia della incolumità della vita umana, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente”.
E’ quanto peraltro previsto anche dalla Dir 2007/70/CEE sui distretti idrografici, che stabilisce la necessità di un Piano di gestione delle piene.(…)












