Vicchio

Sabo. 9 esuberi in vista a Vicchio. Lavoratori in presidio a Firenze

La Sabo non corre alcun rischio. Nota dell'azienda.

Il tavolo di confronto avvenuto questa mattina, 14 novembre, tra l’azienda vicchiese Sabo e la Città Metropolitana non sembra aver dato buoni risultati. Da parte dell’azienda sarebbe infatti stata ribadita la chiusura totale ad ogni confronto con lavoratori, sindacato e amministrazioni. Sono 9 gli esuberi prospettati dall’azienda per ridurre l’organico benchè, come spiegano dalla Fiom, sia possibile attivare ancora un contratto di solidarietà a 10 mesi. Malgrado l’impegno del sindaco di Vicchio (che ha preso a cuore la causa, presenziando questa mattina al tavolo e andando anche alcuni giorni fa a Bologna per parlare con i dirigenti dell’azienda, la situazione non sembra dare buone speranze. Il funzionario Fiom, Tarchi, ci ha spiegato che chiederanno nuovamente un tavolo di confronto tra azienda e sindacato in settimana e qualora non dovessero esserci risposte in merito, attiveranno interventi sindacali. La Sabo produce ammortizzatori per veicoli pesanti quali autocarri, rimorchi e autobus e fa parte del gruppo Roberto Nuti Spa assieme ad altre tre società del settore con sede a Castel Guelfo di Bologna, New Delhi e in Turchia. Il prossimo 31 dicembre scadrà il contratto di solidarietà attualmente applicato ai 31 dipendenti del Mugello e la dirigenza a fronte di una situazione di crisi globale, ha dichiarato nove esuberi. “Ci risulta che negli altri stabilimenti del gruppo la crisi non sia avvertita e si continui a produrre senza ricorrere ad ammortizzatori sociali – dichiara Sergio Tarchi della Fiom Cgil di Firenze – per questo abbiamo sollecitato l’attivazione del tavolo di unità di crisi e siamo rimasti sconcertati dall’atteggiamento di chiusura con cui ha reagito il management aziendale che si è detto non disponibile ad avviare un confronto congiunto con istituzioni e rappresentanze sindacali.” “Invieremo richiesta formale d’incontro all’azienda per fare chiarezza sul futuro industriale del sito di Vicchio – ha fatto sapere Daniele Collini della Segreteria della Fiom Cgil di Firenze – solo con investimenti e con la saturazione degli impianti si potrà garantire una prospettiva di ampio respiro all’attività. I lavoratori, dopo aver già rinunciato alle maggiorazioni salariali derivanti dalla contrattazione di secondo livello, sono disponibili a rivedere l’organizzazione del lavoro e a proseguire un percorso di ammortizzatori ma saremo pronti a mobilitarci qualora ci dovessero presentare un piano industriale scellerato.”  

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