Dopo trentacinque anni di servizio, si chiude un capitolo significativo della storia quotidiana di Vicchio. La storica postina Rossella Pierini appende la borsa al chiodo e si prepara a vivere una nuova stagione della sua vita: quella della pensione. Con lei, se ne va una figura familiare e preziosa, che ha rappresentato molto più di una semplice dipendente delle Poste.
Entrata in Poste Italiane nel 1990, Rossella Pierini ha attraversato il territorio vicchiese con dedizione instancabile. Sempre al volante della sua auto di servizio, ha percorso chilometri su chilometri, affrontando ogni condizione meteorologica: sotto il sole cocente o la pioggia battente, con il gelo invernale o durante le afose giornate d’estate. Il tutto, però, con il sorriso sulle labbra e una parola gentile per ognuno.
La sua non era una semplice consegna di posta: Rossella portava notizie, conforto, vicinanza. Ogni busta, ogni pacco, ogni saluto portato alla porta era accompagnato da un gesto di calore umano, trasformando un mestiere spesso invisibile in una vera e propria missione quotidiana.
Molti abitanti la descrivono come una figura insostituibile. In effetti, nel tempo Rossella è diventata parte integrante del tessuto sociale di Vicchio. Ha conosciuto le persone per nome, ha visto crescere intere generazioni, è entrata nelle vite di molti non solo come postina, ma come presenza discreta e familiare. Non servivano lunghi discorsi: bastava la sua puntualità, quel sorriso costante, quell’attenzione gentile che non si insegnano nei manuali, ma che si guadagnano giorno dopo giorno, anno dopo anno.
“Più che una postina, era una di famiglia” – questo il commento più frequente tra chi l’ha incrociata ogni mattina. Un’affermazione che riassume bene la qualità umana del suo lavoro: Rossella era un punto di riferimento, una certezza, una di quelle figure che, senza clamore, fanno la differenza nella vita di una comunità.
Nel tempo, è stata testimone silenziosa di piccoli e grandi eventi: le nascite, le perdite, le gioie quotidiane. Ha visto cambiare le case, le strade, le abitudini del paese, ma è rimasta sempre lei, presente, affidabile, umile.
Ora, dopo tre decenni e mezzo, è arrivato il momento del meritato riposo. La comunità di Vicchio saluta Rossella con affetto e gratitudine, consapevole che la sua assenza si farà sentire. Non solo perché sarà strano non vederla più varcare i cancelli o salire i gradini di casa, ma perché il suo modo di vivere il lavoro ha lasciato un segno profondo.
In un tempo in cui le relazioni umane tendono a perdersi nella frenesia quotidiana, l’esempio di Rossella è un piccolo insegnamento: la professionalità può e deve andare di pari passo con l’umanità. E quando questo accade, il lavoro diventa qualcosa di più grande, capace di tessere legami veri, duraturi.
A Rossella Pierini va quindi un grazie sincero, che non è solo un saluto, ma un riconoscimento per tutto ciò che ha rappresentato. Un abbraccio collettivo, fatto di stima, affetto e un pizzico di malinconia.
Buona pensione, Rossella. Vicchio non ti dimenticherà.












