Scarperia e San Piero

Rosaria parte. Lascia la biblioteca di Scarperia?

Rosaria parte. Lascia la biblioteca di Scarperia?

Il comune di Scarperia e San Piero perde, almeno per il momento, uno dei suoi elementi più validi. Si tratta della bibliotecaria Rosaria, che ha preso sei mesi di aspettativa per tornare a Napoli e cercare lavoro nella sua terra. Lascia, per il momento, tanti attestati di stima. E da alcune parti ci si interroga se si sia fatto abbastanza per tutelare il suo prezioso lavoro. Parlando di ‘occasione persa’. Ecco quanto pubblicato su Il Dado da Simone Peruzzi:

Oggi si chiude un libro. Non so se questo libro si potrà riaprire, quello che è certo è che per un bel po’ resterà chiuso. Quando si chiudono i libri si perde sempre qualcosa. Tantissimo. Il grado di civiltà di un Paese si misura dalla sua cultura e dalla sua sanità. Purtroppo, qui, nel cuore della civilissima Toscana, stiamo cominciando a fare i conti con grosse carenze, culturali e sanitarie. E, infatti, Rosaria va via. Per quindici anni ha aperto la sua biblioteca, ha insegnato a tutti noi a leggere, a messo libri nelle mani della gente, ha promosso iniziative culturali, spesso disertate, ma di grandissimo valore, ha promosso la lettura per i bambini, ha creato eventi e dibattiti. E poi ha supportato in maniera professionale e attiva l’esposizione dei ferri taglienti nel museo del Palazzo, si è mossa con determinazione e dedizione nelle politiche a favore dei disabili, per sviluppare una cultura di inclusione reale e di rispetto dei diritti di tutti, soprattutto di coloro i quali, questi diritti, non riescono a rivendicarli. Rosaria è una rompicoglioni. Una che per le sue battaglie in favore di tutti, quindi mai sue, picchia i piedi in terra e fa sentire la sua voce. Rosaria è una bellissima persona. Una donna. Che, anche per le donne, ha saputo dire e fare cose importanti. Ha deciso di tornare a casa e per questo sono contento. Ha deciso che questa, forse, non poteva essere quella casa. Lascia un vuoto pericolosissimo. Non sarà facile colmarlo. Ha tracciato un solco nel quale occorre mettere semi e accudirli con amore. Non sarà impresa facile farlo con la competenza e la stessa disponibilità e passione. E’ stato un privilegio, per me, averla conosciuta. E’ un’occasione persa vederla partire. Ma io sono contento per lei. Per il suo ottimismo che la porterà, comunque, ad essere cittadina protagonista altrove, dove potranno essere contenti di aver guadagnato professionalità e umanità. Già mi manchi, Rosaria. Buona strada! Clicca qui per l’articolo de Il Dado

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