Borgo San Lorenzo

Ronta. Domenica pranzo di solidarietà con “Un amico per tutti

Ronta. Domenica pranzo di solidarietà con Un amico per tutti

Ci saranno anche Carlo Ronconi e Artisti per la Donazione Organi a pranzo con “Un amico per tutti” a Ronta domenica 9 giugno 2013. Pranzo organizzato per la raccolta di fondi a favore del reparto di Onco-ematologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Carlo Ronconi, nato a Grosseto da una maestra grossetana e da un perito agrario fiorentino. Poco dopo essersi sposato è tornato a Firenze, dove si era laureato, per lavorare come farmacista in piazza delle Cure nella Farmacia della Nave.

“Ai nostri tre figli – ha dichiarato in una recente intervista Carlo Ronconi – abbiamo cercato di far amare la vita e donarla agli altri. In questo cammino la nostra secondogenita, Marta, è divenuta terapista della neuro-psicomotricità dell’età evolutiva mentre gli altri due (che mi hanno aiutato nella realizzazione dei miei due libri) si rendono disponibili al prossimo più svantaggiato con il loro volontariato”.

Carlo Ronconi ha raccolto in un libro “Quando dal farmacista si misura la … pensione”, le frasi buffe che i suoi clienti gli hanno rifilato in anni di lavoro. Farà la presentazione e spiegherà perchè ha deciso di metterlo a disposizione, il ricavato della vendita andrà in parte alla copertura delle spese vive di stampa ed il resto all’associazione “Un amico per tutti” per i loro progetti. In rappresentanza di “Artisti per la Donazioni Organi”, associazione che ha lo scopo di diffondere attraverso la musica la cultura della donazione di organi, sarà presente Ezio Alessio Gensini che spiegherà in un breve passaggio l’importanza della “cultura del dono”. In un momento assai drammatico per i trapianti. negli ultimi  due anni infatti le donazioni hanno registrato un diffuso calo su scala nazionale con conseguenze facilmente immaginabili, e estremamente importante sensibilizzare la cittadinanza all’importanza della donazione degli organi, come gesto d’amore per salvare altre vite umane, quando purtroppo una vita se ne è andata.

Ricordare ancora una volta che oltre ai soldi che l’associazione “Un amico per tutti” cerca di raccogliere per donare al reparto di Onco-ematologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer per l’acquisto di attrezzature e medicine è fondamentale il cuore di chi decide di donare…..

Ma andiamo con ordine: nel mese di febbraio 2013, viene costituita l’Associazione «Un amico per tutti» in seguito alla recente perdita di Manuel Cecchini. Manuel era un bambino di dieci anni, solare, estroverso, simpatico, sensibile, innamorato della vita e delle persone, improvvisamente si ammala di Leucemia Mieloide Acuta e lui la combatte con tutte le sue forze, proprio come il supereroe dei suoi videogiochi, ma non riesce a terminare la partita.

“La grande forza di Manuel – precisano i genitori co-fondatori dell’associazione sul sito internet – però non ci ha lasciati e questo ha convinto i genitori, i parenti e gli amici a unirsi e continuare questa battaglia, per cercare di dare speranza e calore ai bambini che, come Manuel, lottano quotidianamente per vivere e sconfiggere simili malattie. La nostra associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità di sostegno ai bambini affetti da gravi malattie onco-ematologiche e ai loro familiari. Noi siamo convinti che attraverso la collaborazione di medici, personale ospedaliero e genitori si possa creare intorno al bambino malato un ambiente dignitoso, dove le cure mediche si uniscono all’amore e alle particolarissime esigenze che questi piccoli pazienti hanno. Un bambino che si ammala di leucemia passa da una vita tranquilla a una situazione completamente diversa. Prima le sue giornate scorrevano fra scuola, giochi e amici, dopo fra esami dolorosi e cure che lo fanno stare male e la sua casa viene sostituita da una stanza di ospedale. La paura, l’angoscia e il dolore fisico e psicologico prendono il sopravvento sulla serenità emotiva del piccolo e dei suoi genitori. Per questo noi dell’Associazione «Un amico per tutti», ci proponiamo di promuovere iniziative atte alla raccolta fondi, in modo da sostenere direttamente il reparto di Onco-ematologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer acquistando apparecchiature mediche e di laboratorio, utili alla ricerca e all’assistenza medica, favorendo iniziative di informazione e sensibilizzazione sulle malattie ematologiche e sulla donazione di sangue, plasma e midollo osseo, ma anche cercando di migliorare la qualità della vita nel reparto per aiutare chi è costretto a viverci per lunghi periodi. L’Associazione è aperta a tutti, chiunque può farne parte diventando socio ma, sopratutto, chiunque può rendersi disponibile ed aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Unitevi a noi, per aiutarci a continuare questa lotta per la vita, per donare speranza a coloro che lottano. La solidarietà aiuta a non sentirci così impotenti, a non sentirci mai soli, tutti abbiamo bisogno di un amico.”

Per capire il vissuto che ha portato Carlo Goldoni a scrivere libri esplicativo un articolo di  Elisabetta Giorgi su “Il Tirreno” di Grosseto.

“Gli hanno chiesto di tutto. Contenitori stereo per l’urina, ciucci simili al capezzale della moglie, tapparelle per gli occhi, diluvi per fare il bagno ai calli. Persino un collare… Per il cane? No, per la moglie. Per non parlare del suocero da neutralizzare coi sonniferi, perché “sa, alle 4 di notte canta la Pia e poi vuole la colazione…”. Difficile restare impassibili, di fronte allo straripare di storpiature lessicali, agli svarioni sparati a raffica, alle soluzioni “una tantum” (il Tantum verde?) e ai test “gravitazionali” chiesti con disinvoltura ammirevole. Càpitano all’improvviso, come un fulmine che squarcia la routine. “Mi dà l’argotolone?”, “vorrei le “fulle di fava….”. Così alla fine Carlo Ronconi (54 anni, farmacista in piazza Duomo, da Severi) ha deciso di dar corpo alla fantasia (o meglio alla realtà) annotando le perle più pazze “made in Maremma” e inventandosi un genere: l’umorismo farmaceutico.  L’aveva già fatto l’anno scorso col primo libro, “Dottore, mi dà un’aspirina incandescente?” (3mila copie vendute, traduzioni chieste in polacco), e quest’anno bissa con “Dottore, mi misura la pensione?”, florilegio di gag dalla ricetta semplice ma efficace: un vero inno all’ottimismo condito dalle illustrazioni del figlio Marco, 19 anni, disegnatore e musicista. Perché come scriveva Bergson nel suo “Saggio sul significato del comico”, l’uomo è un animale che fa ridere”. E anche a Grosseto di materia prima ce n’è da vendere, complice il medichese dei farmaci dai nomi più assurdi. In 95 pagine di volumetto auto prodotto (in vendita in librerie e farmacie, ideale per Natale, prezzo a offerta da 8 euro in su, ricavato in beneficenza), Ronconi incastona centinaia di perle e le fa diventare vere e proprie storielline. Eccellente medicina dello spirito, antidepressivo naturale. Con sguardo sornione l’autore restituisce al mondo ciò che il mondo gli offre tutti i giorni, ma con occhio diverso e aereo. Planando. Perché «sorridere – spiega – fa bene allo spirito e serve a guarire più in fretta». Ditelo a lui, che si è messo a scrivere il libro dopo un incidente. «Mi ero tutto tronchicciato, avevo tempo libero e ho detto: sai che? Buttiamola a ridere, cercando il lato positivo nella disavventura…». Il gusto per la burla l’ha ereditato dai genitori, poi l’ha arricchito col campionario di delizie sue e dei colleghi, dove i farmaci diventano creature nuove. La cibalgina due fast si fa tecnologica: cibalgina Fastweb. La tachipirina prende un che di scurrile: cachipirina, antifebbrile o lassativo? Boh. La pasta fissan scalda il motore e diventa un bolide: pasta Nissan… Si creano mostri ibridi, è vero. Ma «l’importante è capirsi e farsi apprezzare per la cortesia che ispiri, anche se ti chiedono la tintura di odio». Nella vita si deve sorridere sempre, suggerisce lo scrittore, e il bancone non dev’essere mai una barriera (forse). «Infatti un giorno, mentre aspettavo l’autobus alla fermata, mi s’avvicina una signora che riconosco come cliente della farmacia, le sorrido mentre vedo che mi squadra a lungo, poi mi fa. “Senta, mica sono arrivate le cipolline?”. Mi aveva scambiato per il fruttivendolo».  Bisogna essere sempre pronti a tutto, anche per telefono. A volte qualcuno chiama per avere gli orari. “Pronto? Voi siete la farmacia vicino al duomo di Grosseto vero?” “Sì, buongiorno, mi dica”. “A che ora è la messa?”.

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