E’ giusto che nessuno sia chiamato a partecipare alle spese dell’ingente macchina dei soccorsi? La notizia che ha tenuto banco in questi ultimi (torridi) giorni è stata senza dubbio quella dell’incendio di Gamogna, partito da un fuoco acceso dagli scout per cucinare. Al di là della cronaca stretta dell’evento e del fatto che (per fortuna) nessuno si sia fatto male, rimane lo sconcerto (passatemi il termine un po’ forte) per la leggerezza dell’atto che ha causato tutto questo. E sarà bene ricordare cosa si intende per ‘tutto questo’: 2 elicotteri impegnati nello spegnimento per oltre una giornata (senza contare, naturalmente, la notte), dieci squadre (tra Vigili del Fuoco, associazioni, Anpas, Vab) che hanno lavorato su terreno impervio con un largo dispiego di mezzi, un direttore delle operazioni (Vanni Pieri, dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello) rimasto ad oltranza sullo scenario. Il tutto, probabilmente, solo per l’imperizia di un gruppo di ragazzi che giocavano a fare gli scout. E che avrebbero acceso un fuoco in un prato (secco) ai margini di un bosco (secco). In questi casi, naturalmente, sono di solito i Carabinieri Forestali a svolgere le indagini per chiarire la natura dell’incendio. Ma anche se sarà provata la ‘colpa’ (nel senso di comportamento colposo, imprudente e contrario ai divieti di accendere fuochi) il fatto è che gli scout in questione non saranno chiamati a partecipare alle ingenti spese necessarie alla macchina dei soccorsi, come confermano a OK!Mugello alcuni soccorritori e addetti ai lavori. E questo mi sembra abbastanza sconcertante. Si parla, infatti, di cifre ingenti. Solo un elicottero, ci spiegano gli addetti ai lavori, per ogni ora di volo in una missione antincendio costa circa 3mila euro l’ora (e qui ne stati impiegati due per oltre una giornata, fate pure i conti). Poi tutto il resto della macchina dei soccorsi, le persone mobilitate, il danno ambientale. Eppure questi ragazzi (perché di ragazzi si tratta, con i capi scout che di solito sono poco più che ventenni) hanno un’associazione di riferimento e la responsabilità dei bambini che sono loro affidati. Appare quindi inconcepibile che:
- non siano formati alle più elementari norme antincendio
- l’associazione di riferimento (se non il singolo) non venga chiamata a rifondere (almeno in parte) gli ingenti costi dei soccorsi.
Dimenticavo: siamo in Italia, paga ‘Pantalone’ (il riferimento è a una maschera veneziana del 1600, Pantalone paga per tutti, inteso qui come lo Stato). Non ci lamentiamo poi, però, se mancano i soldi per la Sanità, o per gli stessi corpi dei soccorritori che, come in questo caso, svolgono un lavoro prezioso ed encomiabile.











