Ezio Alessio Gensini propone una sua riflessione sul rischio sismico in Mugello aprendo una finestra sui rischi connessi al crollo di case, in particolare quelle popolari: un tema di fronte al quale, il timore ed il fatalismo portano spesso i più a voltare la testa dall’altra parte.
Mi associo alla lettera firmata pubblicata su “La vostra voce” di SoloMugello (supplemento de “La Nazione” di sabato 16 giugno 2012) “Ma contro il terremoto si agisce o no?”, con questo mio articolo, visti i “ciclici terremoti” avvertiti in Mugello, con una certa insistenza, dal 2003 ad oggi, dopo un lungo periodo di calma apparente. Amplificati dal “vicino” sisma dell’Emilia che spesso ha fatto tremare la terra anche in Mugello.
Già “calma apparente”, perché facendo una ricerca sui siti specializzati, si scopre che nel Mugello sono centinaia le scosse di terremoto (non percepite dalla popolazione) con magnitudo inferiore a due, avvenute in questi anni senza danni ma che comunque minano quelle strutture costruite inadeguatamente e/o in certi periodi (vedi ad esempio negli anni settanta) in cui la legislazione sul tema era molto carente.
L’autore dell’articolo trovava sconcertante il fatto che molti edifici pubblici, scuole, palazzi comunali, l’ospedale del Mugello non siano costruiti secondo le vigenti norme sismiche o almeno verificati e/o “rinforzati” (visto che le tecniche adesso non mancano). L’autore si preoccupava in particolare dell’ospedale e delle scuole, preoccupazione legittima,seppe non esistano solo queste strutture pubbliche ma anche altre “volutamente ignorate”: ad esempio i fabbricati di Edilizia Residenziale Pubblica (Case popolari per intenderci), di cui molte costruite (spesso con discutibili criteri architettonici e quant’altro) negli anni settanta, quindi gemelle dell’ospedale del Mugello.
Strutture pubbliche “volutamente ignorate” perché, diciamo le cose con realismo, ci abitano cittadini di serie B, poveracci, immigrati… Personalmente concordo a pieno e condivido le preoccupazioni dell’autore, ma sono fortemente preoccupato per il fatto che io stesso vivo in una di queste strutture: ignorate e scarsamente considerate dagli amministratori pubblici con la complicità dell’opinione pubblica e di coloro che dovrebbero seriamente intervenire nel settore.
Sicurezza prima di tutto, sicurezza per tutti, anche per coloro la cui vita è già stata difficile, anche solo per un dettaglio del destino. A questo punto è inevitabile riportare a conoscenza del lettore, qualora fosse sfuggito, un interessante articolo pubblicato numerosi media locali qualche giorno fa: “Pericolosità sismica, gli studi e gli strumenti per difendere il territorio“.
“La Toscana si sta dotando in quella delicata materia che va sotto il nome di “pericolosità sismica”. Tra le prime in Italia ad essere impegnata su questo fronte mediante analisi e ricerche già da metà degli anni Novanta, la Regione sta svolgendo una serie di studi (dalla scala regionale a quella comunale) che poi saranno fondamentali anche per la pianificazione territoriale, nella consapevolezza che non è possibile evitare il verificarsi di eventi sismici ma è possibile, anzi doveroso, avviare ogni attività per prevenire e limitare i danni.
Varie le attività, ma tra quelle più innovative ci sono appunto le carte di “microzonazione sismica”, che racchiudono le diverse risposte sismiche puntuali a livello subcomunale, ovvero nei quartieri o nei rioni in tutta la Toscana, sulla base delle caratteristiche geologiche dei terreni più superficiali. Redatti sulla base di linee guida nazionali, questi elaborati hanno tre differenti gradi di approfondimento e il livello 3, tramite specifici programmi software, arriva a simulare gli effetti di un sisma in una particolare area partendo dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio in quel punto.
Su questa pratica la Toscana è attiva da tempo e si è portata avanti. Grazie al programma d’indagine VEL (Valutazione degli Effetti Locali) finalizzato ad acquisire parametri necessari per la realizzazione di cartografie di microzonazione sismica di livello 3, è riuscita ad anticipare alcune scelte oggi presenti nelle linee guida nazionali. Dal 2011 ogni Comune è tenuto obbligatoriamente a produrre cartografie di microzonazione nell’ambito dell’aggiornamento dei propri strumenti urbanistici secondo gli standard nazionali. Le analisi che le supportano sono finanziate tramite fondi statali e regionali, secondo graduatorie pluriennali, partendo naturalmente dai comuni esposti ai maggiori livelli di pericolosità. Per il 2011-2012 sono stati finanziati i primi 16 comuni, per un ammontare complessivo di 260 mila euro, di cui il 50 per cento di fondi regionali. Circa il doppio sarà stanziato per il 2012 -2013.
Avanzata e all’avanguardia anche l’attività della Regione su scala regionale. A breve sarà completato l’iter d’aggiornamento della classificazione sismica che porterà ad un aumento delle percentuali di controllo sui progetti da parte degli uffici regionali preposti, cioè dei Geni civili, con particolare attenzione alle aree caratterizzate da maggiore pericolosità sismica. Parallelamente, è stato avviato in collaborazione con il Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Siena, un approfondito studio sul quadro sismotettonico dell’Appennino centro-settentrionale, che mostra come si muovono le placche in funzione delle spinte date dai terremoti. Una volta ultimato e validato, lo studio porterà sia al miglioramento delle conoscenze dei processi tettonici responsabili dell’attività sismica in Toscana, sia alla definizione di criteri di priorità per interventi di prevenzione”. (…)
Scrivendo questa lettera aperta-articolo mi torna alla memoria il nauseabondo articolo dell’”Espresso” (inerente le “case popolari”) di qualche anno addietro dal titolo “Quel mattone è molto impopolare” un’accozzaglia di cattiverie, postulate con l’intento di spostare l’attenzione per evitare che le vere problematiche recassero danno all’immagine di qualche politico. Decine di articoli in questo senso negli anni, fino all’ultimo dell’ex-Assessore alla Casa del Comune di Firenze Claudio Fantoni: “Redditi da poveri e auto di lusso”.
Quindi ricordo agli amministratori mugellani: Sicurezza prima di tutto. Leggetevi se non lo avete fatto il Documento conoscitivo del rischio sismico del Coordinamento Regionale Prevenzione Sismica della Regione Toscana e fatevi un esame di coscienza. ).
di Ezio Alessio Gensini











