Vaglia

Rifugiati. Vaglia rilancia, e chiede un centro di seconda accoglienza (Sprar)

Rifugiati. Vaglia rilancia, e chiede un centro di seconda accoglienza (Sprar)

Il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, informa di aver inviato un progetto al Ministero dell’Interno per concorrere al finanziamento di uno SPRAR (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) a Vaglia. Di cosa si tratta? Di un centro di seconda accoglienza (come il Villaggio La Brocchi a Borgo) per migranti che sono già passati da un centro di smistamento e che o sono in attesa di accoglimento di una domanda di protezione o l’hanno già ottenuta. Ecco quanto spiega Borchi:

Per tutti il centro configura un percorso di riacquisizione della propria capacità sociale e lavorativa, mediante formazione linguistica, professionale, culturale… Questi centri si differenziano da quello già presente a Fontebuona, che è un servizio emergenziale, dove lo scopo è per gran parte quello di ricoverare i migranti e surroga la prima accoglienza, perché il soggetto promotore è il Comune e non già la Prefettura. Capiamoci. Il Comune di Vaglia con l’operazione di San Michele, a Fontebuona, non c’entra niente. Siamo stati appena informati all’indomani che, sull’onda dell’emergenza arrivi, era stato deciso dalla Prefettura e Regione di collocare 20/25 persone nel nostro territorio. Nella gestione di tale struttura e dei servizi correlati, il Comune di Vaglia non può mettere becco. Ufficialmente e legalmente. Può fare opera di moral suasion e da stimolatore e sostenitore esterno.  Ma tutto a titolo spontaneo e volontario. Diversamente per lo SPRAR noi abbiamo inviato un progetto, che prevede l’assistenza da 10 a 15 individui, per ottenere un cofinanziamento dello stesso, dal Ministero ed UE, che dovremmo gestire direttamente con la cooperazione di un soggetto attuatore, un gestore, una cooperativa, un’associazione specializzata. Il progetto vale per il 2016/17 e costerebbe al Comune circa 6/8 mila € all’anno. Siccome è interessata una struttura ricettiva, dove dovrebbero andare gli ospiti; siccome i servizi da erogare sono diversi e necessitano di competenze che possono essere reperite localmente, il progetto è anche un’occasione economica per il territorio. Va da sé che lo scopo principale è di integrare queste persone che entrano nel nostro paese. La realizzazione del progetto è vincolata all’ottenimento del finanziamento da parte del Ministero.

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