Credo che nessuna manifestazione sull’arte negli ultimi anni a Borgo S. Lorenzo abbia avuto un successo di pubblico come la mostra del professor Mario Bini. La mostra è stata allestita alla fine dell’anno scorso in occasione del centenario della nascita dell’artista borghigiano.
La mostra rimase aperta dal novembre 2009 al gennaio 2010 e praticamente l’ha visitata tutto il paese che è passato nelle sale di villa Pecori. L’affluenza di pubblico fu enorme nel giorno dell’inaugurazione ma anche nei giorni successivi furono molti i visitatori.
Il professor Bini si diplomò alla Scuola d’Arte di Porta Romana a Firenze sotto la guida del professor Libero Andreotti.
La sua arte ne risente l’influenza e anche il gusto tipico dell’epoca. Partecipe di quel momento magico dell’arte italiana,
Mario Bini non ebbe parte di primo piano, non certo per motivi qualitativi, ma sicuramente perché, preso dalla guida della falegnameria di famiglia, per molto tempo non produsse opere.
Tra le opere esposte a villa Pecori spiccava un calco in gesso intitolato “La rinascita dell’Etruria”. Di questa opera vi erano due versioni, uno originale degli anni 30 privo delle gambe, e un nuovo calco intero ricostruito dal prof Niccolò Niccolai. Questa opera, in piena sintonia con l’arte del novecento ha colpito tutti per la purezza delle linee e la bellezza dell’opera.

Il 15 maggio 2010, a Montevarchi, è stato inaugurato un nuovo museo dal nome “Il Cassero della Scultura” con grande risonanza della stampa italiana. In effetti si tratta di un museo molto innovativo progettato nel vecchio cassero del castello di Montevarchi. Le opere esposte sono di importanti scultori italiani del novecento, e l’idea guida del museo è di raccogliere le opere di quel numeroso gruppo di scultori che nonostante la grande qualità delle opere, non sono riusciti ad arrivare alle vette della notorietà. Nel futuro del museo vi è in previsione un aumento degli autori e delle opere esposte ed edizioni di studio sulla scultura del novecento.
Per tornare all’argomento iniziale, dopo la mostra a villa Pecori, le opere del professor Bini che vi erano esposte, sono tornate ai legittimi proprietari e quelle dei figli sono tornate nell’abituale deposito. Anni addietro, poco dopo la morte dell’artista, un consigliere comunale aveva fatto richiesta al Comune di poter esporre alcune opere di Mario Bini in una sala della Villa Pecori Giraldi, idea non certo campata in aria in quanto le sculture sono dello stesso periodo storico delle opere ivi esposte. Ma la richiesta non ebbe mai seguito, neppure lo scorso anno quando tale richiesta fu fatta pubblicamente al Sindaco durante il Convegno organizzato il 21 novembre, per i festeggiamenti del Centenario della nascita di Mario Bini. La famiglia Bini, contattando il museo di Montevarchi, città nella quale Mario Bini era stato professore di disegno al liceo, ha ricevuto invece un entusiastica accoglienza con la promessa di esporre “La rinascita dell’Etruria”nella sala più importante del museo. Peccato per il museo Chini a villa Pecori che poteva allargare la collezione di opere del novecento, peccato per Borgo S. Lorenzo che perde le opere di un suo illustre figlio.
Tebaldo Lorini
Nelle foto: Il gesso della “Rinascita dell’Etruria” collocato nella sala d’ingresso del museo “Il Cassero della Scultura” di Montevarchi











