Mugello

Referendum Costituzionale. Il Mugello e il No, raccolta firme e motivazioni

Referendum Costituzionale. A Borgo nasce il Comitato per il No

C’è ancora tempo per firmare domani (domenica) alla Fiera Agricola. E’ un fine settimana politicamente impegnato quello che interessa il Mugello e dintorni in data odierna, sabato 11 giugno, e nella giornata di domani, domenica 12 giugno. Il comitato per il NO al Referendum Costituzionale ha organizzato la diffusione di banchetti informativi, dove poter porre le propria firma per la presentazione dei referendum e affermare così il rifiuto alla modifiche previste per la nostra costituzione, per le quali saremo chiamati a votare nel mese di ottobre. Sarà possibile informarsi relativamente, non solo al referendum, ma pure alla legge elettorale “Italicum”, accusata di essere, assieme alla riforma costituzionale, un ingranaggio di un sistema volto ad accentrare il potere nelle mani dei partiti maggiori e privare il cittadino della sua sovranità. Per questo sarà possibile firmare, direttamente ai banchetti, i moduli per i referendum sociali relativi al cambiamento della legge elettorale ed all’opposizione alla modifica della nostra Costituzione. Il termine ultimo per l’adesione è previsto rispettivamente per il 20 giugno (Italicum) e il 1° luglio (Costituzione). Il Comitato per il NO al Referendum Costituzionale è molto attivo sul territorio mugellano e da tempo ormai diffonde la propria posizione riguardo alle scelte prese da questo governo, con sguardo critico e informato. Ma quali sono le motivazioni di questa forte opposizione nei confronti delle modifiche costituzionali? E soprattutto cosa riguardano suddette modifiche? Facciamo un po’ di luce. La riforma che porta il nome del ministro Maria Elena Boschi, si ripropone di risolvere e semplificare molti problemi procedurali che il nostro Paese si porta da sempre appresso. Anzi tutto si cerca di porre fine al cosiddetto bicameralismo perfetto, la formula secondo cui le camere, che compongono il Parlamento, possiedono identici poteri. Da sempre questa particolarità del nostro ordinamento ha portato ad una lentezza e complessità nelle operazioni legislative, come ad esempio il varo delle leggi, consultazioni parlamentari ed altro ancora. Mentre la Camera rimarrà immutata e voterà ancora per la fiducia al Governo, il Senato verrà spogliato dei suoi poteri e sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali, più 5 nominati da Capo dello Stato. I compiti della famosa “camera alta” saranno dunque ridimensionati notevolmente e possiamo dire che i suoi componenti non saranno votati dai cittadini. I senatori dunque svolgeranno un doppio ruolo, quello parlamentare e quello di consigliere comunale, godendo di fatto dei privilegi annessi (immunità parlamentare), e rimarranno in carica per la stessa durata del loro mandato territoriale, creando di fatto una continua mutevolezza nella composizione generale. Viene inoltre abolita la categoria del senatore a vita. Cambia il rapporto di potere tra i due rami del Parlamento, infatti la seconda carica dello Stato viene individuata nella figura del Presidente della Camera e non più in quello del Senato. Con la riforma si andrebbe di fatto a toccare anche il Titolo V, quello relativo alle competenze Stato-Regione, riportando nelle mani dello Stato alcune competenze quali quelle relative all’energia, alle infrastrutture strategiche, ecc., da sempre assegnate alle Regioni. È prevista l’abrogazione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), ossia un organismo pensato come raccordo fra società e politica. Si alza la soglia delle firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare da 50.000 a 150.000, mentre rimane a quota 500.000 il numero delle firme necessarie per i quesiti referendari, prevedendo il caso particolare delle 800.000 sottoscrizioni o più, raggiunte le quali viene previsto un abbassamento del quorum. Questo, volendo semplificare, è un po’ la radiografia di questa riforma. Premesso che sta alla nostra singola coscienza valutare quanto questi punti ci sembrino coerenti con le proposte del governo e quanto realmente possano rappresentare passi avanti per il nostro Paese, ci sembra opportuno riportare le motivazioni della forte opposizione a questa riforma, in quanto la realtà che mobilita il comitato per il NO al Referendum Costituzionale si presenta molto decisa e compatta. Il comitato critica anzitutto la riforma del Senato e dunque la nuova composizione e le nuove funzioni parlamentari. Questi cambiamenti porterebbero di fatto ad una complicazione all’interno dei lavori politici, creando confusione fra i differenti ruoli ed infine, fatto ritenuto ben più grave, toglierebbe al cittadino la possibilità di votare per i propri rappresentanti in senato. Quest’ultima problematica si riallaccia all’opposizione perpetuata anche nei confronti dell’Italicum, accusato di privare i cittadini della propria sovranità e consegnare il Paese nelle mani di una rappresentanza stabilita tramite un premio di maggioranza che, come affermano gli oppositori, porterebbe ad una disuguaglianza all’interno dello stesso voto dei cittadini, facendo di fatto valere il voto di coloro che hanno sostenuto la coalizione vincente, 3 volte tanto quello di chiunque altro. A tal proposito netta risulta la critica pure ai capi lista bloccati ed alla sempre minore possibilità da parte dei cittadini di poter scegliere i propri rappresentati. Diverse perplessità lascia pure la decisione di alzare la soglia delle firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare, percepito come un ostacolo a quella che dovrebbe essere la partecipazione popolare alla politica. Questa viene di fatto frenata e complicata in una serie di numeri e soglie da raggiungere che nulla hanno del tanto acclamato “processo di semplificazione” di cui questo governo si era fatto portavoce. Quella che abbiamo riportato qui è unicamente una panoramica della situazione attuale, che si presenta complessa e di non facile comprensione. Come riportato anche da suddetto Comitato il testo di questa riforma presenta molte incomprensioni, che spesso fanno trasparire l’idea che ci sia un “non detto”, qualcosa che al cittadino viene sempre nascosto. L’informazione ed il dialogo riguardo diventano necessari per poter agire in completa autonomia e sincerità, per questo riteniamo che gli incontri promossi dagli oppositori, ma allo stesso tempo quelli promossi dai sostenitori, siano occasioni da non perdere e da vivere per essere cittadini informati ed avere veramente un impatto sulla vita di questo Paese. Il sito del comitato per il NO si presenta molto ben gestito ed aggiornato ed è possibile trovare tramite questo molte informazioni e punti di vista, capaci di fornire una visione meno miope dell’intera riforma. In alternativa domani, domenica 12 giugno, sarà possibile trovare uno dei banchetti informativi alla Fiera Agricola al Foro Boario a Borgo San Lorenzo dalle 16.00 alle 20.00, dove i volontari potranno rispondere a tutte le vostre domande.

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