Non c’è fine alle sorprese per la cava di Paterno e il suo carico di veleni abbandonati. Tanto che le ultime indicazioni di Arpat chiedono di eseguire analisi e misurazioni in merito alla presenza di radioattività e di sostanze radioattive. Indicazioni contenute nelle integrazioni richieste da Arpat ai soggetti coinvolti (proprietà e Med Link di Aulla) che avevano presentato piani di caratterizzazione dei rifiuti contenuti nei sacconi accatastati nel piazzale (è il caso della Med Link) o semplici dichiarazioni d’intenti in merito al loro smaltimento. E così le previsioni sul futuro della cava si fanno ancora più fosche. Tra le richieste di Arpat anche quelle di eseguire approfondite analisi sulla presenza di nichel e di ossidi. Non solo, per effettuarle il Comune ha richiesto indicazioni precise sulle precauzioni da adottare per la sicurezza degli operatori e degli abitanti della zona. Ci sarebbe, quindi, da elaborare anche un Piano di sicurezza per le operazioni e le analisi. Piano che permetta di eseguire, pare, più di un campionamento per ogni saccone di materiale. E per produrre questo nuovo documento il comune avrebbe dato 15 giorni di tempo. Il tutto mentre, lo ricordiamo, l’indagine è stata divisa in due filoni (per i sacconi nel piazzale e per i detriti accumulati nel capannone), una delle quali è finita direttamente alla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova.
Radioattività a Paterno? Arpat chiede analisi












