Mugello

Raccolta carta. Amara sopresa di fine anno: licenziati 5 lavoratori. Le reazioni…

Raccolta carta. Amara sopresa di fine anno: licenziati 5 lavoratori. Le reazioni...

Licenziati improvvisamente 5 lavoratori Comil, la Cooperativa che si occupa della raccolta della carta in appalto da Publiambiente. Su questa notizia, e sulle modalità della gara di appalto, riceviamo e pubblichiamo una interrogazione urgente di Rifondazione Comunista in Consiglio Provinciale e una nota di Libero Mugello:

L’interrogazione di Rifondazione:

 

Oggetto: Nel silenzio assordante dei Comuni del Mugello Publiambiente Spa e COMIL licenziano 5 lavoratori. Un’operazione grave e preoccupante, che in nome dei profitti e della riduzione dei costi, viene compiuta sulla pelle dei lavoratori. Immediata la risposta degli operatori con un primo sciopero. Rifondazione Comunista nell’esprimere piena solidarietà ai 5 lavoratori denuncia l’ennesima violazione dei diritti ai danni dei lavoratori degli appalti. Sulla sconcertante vicenda le amministrazioni pubbliche devono subito recuperare un profilo di responsabilità sociale annullando i licenziamenti.

Interrogazione urgente a risposta scritta (Gruppo Rifondazione Comunista)

La gara per l’affidamento del servizio di raccolta porta a porta della carta nei comuni del Mugello (gestita fino ad ora dal Consorzio di cooperative sociali Comunico) è scaduta lo scorso 6 dicembre.

 Più volte negli anni passati erano emerse problematiche legate alle condizioni di lavoro, di sicurezza, di remunerazione (ben al di sotto di quella dei dipendenti diretti di Publiambiente facenti le stesse mansioni) e di scontro sindacale riguardanti i lavoratori di una delle cooperative facenti parte del consorzio, la cooperativa COMIL.

La nuova gara predisposta da Publiambiente per il nuovo affidamento non prometteva niente di buono per il futuro e anzi, per alcuni aspetti, faceva presagire un peggioramento delle condizioni facendo gravare risparmi e razionalizzazioni tutte sulle  spalle dei lavoratori delle cooperative.

 Stupisce che Publiambiente s.p.a. che è una società del gruppo Publiservizi interamente a partecipazione pubblica, quindi presumibilmente con sensibilità e attenzioni politiche e sociali maggiori rispetto a imprese private, non abbia preventivamente avvertito la necessità di prefigurare e riorganizzare il servizio a tutela e salvaguardia dell’occupazione. E così in uno scenario di bassa responsabilità sociale è avvenuto l’avviso di licenziamento per 5 dei 9 operatori della cooperativa COMIL che attraverso la solita “procura” si sono trovati improvvisamente senza lavoro.

 Una operazione sporca avvenuta senza mezzi termini sulla pelle dei lavoratori che in modo legittimo e condivisibile appieno, immediatamente nella mattinata del 30 dicembre hanno effettuato un primo sciopero come risposta urgente alla violazione dei diritti subita.

 Publiambiente Spa e COMIL, attraverso la solita promiscua corresponsabilità hanno cancellato con la loro modalità gestionale un pezzo occupazionale. I due soggetti mescolando i ruoli di vittime e carnefici hanno, in nome del contenimento e della razionalizzazione scaricato i costi di questa operazione sul lavoro dipendente divenuto la vera vittima sacrificale di logiche di mercato.

 Assordante è il silenzio delle amministrazioni comunali che hanno ignorato quanto l’azienda a partecipazione pubblica compiva sul versante del lavoro e dell’occupazione, avallando il nuovo bando di gara solo considerando l’aspetto relativo ai risparmi e al minor costo del servizio.

 Un servizio che viene svolto da operatori che lavorano già a regime di bassi salari e ai minimi dei diritti.

 Gli scriventi consiglieri provinciali di Rifondazione Comunista, nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori licenziati da COMIL e nel dichiarare il proprio impegno politico e istituzionale a contrasto dei licenziamenti “senza giusta causa” e dei soprusi perpretati a danno degli operatori, nel richiamare le amministrazioni comunali a difendere il lavoro e l’occupazione, anche e soprattutto nelle aziende da esse partecipate, chiedono al Presidente della Provincia di Fitrenze e all’assessore competente di riferire sulla vicenda dei licenziamenti COMIL/Publiambiente Spa e sulle modalità seguite dalla gestione nel mettere in essere procedure di espulsione dalle attività. Altresì chiediampo di sapere quali interventi la Provincia di Firenze ha intenzione di attivare a sostegno e tutela dell’occupazione e del lavoro sul versante dei servizi in appalto gestiti da Publiambiente Spa e se è intenzione dell’Amministrazione provinciale, unitamente ai Comuni del Mugello, intervenire a contrasto di detta decisione. Infine chiediamo di essere informati sugli ammortizzatori sociali attivabili a difesa e a sostegno dei 5 lavoratori ingiustamente licenziati

 Firenze, 30 dicembre 2011

 Andrea Calò, Lorenzo Verdi (Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista)

La nota di Libero Mugello:

Con una nostra nota precedente avevamo indicato la pericolosità – per il mantenimento delle attuali forze lavoro e  della conseguente  qualità del servizio – della gara scaduta il 6 dicembre per l’affidamento da parte di Publiambiente  del servizio di raccolta della carta porta a porta attualmente gestito nel nostro territorio  dal  Consorzio Comunico composto da cooperative sociali. Ed infatti è accaduto quello che si temeva.

 A quanto risulta,  alla gara ha partecipato un unico soggetto: un’Associazione Temporanea d’Impresa composta da diverse cooperative sociali che attualmente lavorano nel settore della raccolta della  carta e non solo.   La costituzione dell’Associazione è stata obbligata da Publiambiente perché la gara prevedeva la partecipazione di “soggetti che abbiano svolto il servizio in un bacino di utenza di almeno 200 mila abitanti”.

Il risultato della gara è il seguente: il prezzo pagato attualmente da Publiambiente alle cooperative per lo svolgimento del servizio è di  0,178 euro al Kg. di carta mentre nel prossimo futuro sarà di 0,147 euro (-17,40%). L’importo massimo preteso da Publiambiente era di 0, 150.

Ovviamente questo forte abbassamento del costo del servizio non poteva che portare ad una contrazione della manodopera impiegata. Ed infatti è stata chiesta dalla COMIL , la cooperativa che si occupava della raccolta carta in tutto il Mugello, la cassa integrazione a zero ore  per 5 dei 9 addetti al servizio (comunicata ai lavoratori il 29 dicembre con entrata in funzione il 2 gennaio: un bel regalo per il nuovo anno!!!).

 E’ il  finale scontato della politica di gestione dei rifiuti da parte di Publiambiente e delle amministrazioni che ci governano:

–   gestendo la discarica senza l’obiettivo di farla durare nel tempo (non si è mai fatta partire la politica del porta a porta  né tanto meno si è comprato un semplice  trituratore per occupare meno spazio)

–  non trovando soluzioni per la realizzazione di isole ecologiche per il deposito degli ingombranti e della stessa carta stringendo invece, a tal proposito,  onerosi contratti con ditte private;

–  evitando di  istituire il  più volte promesso servizio di raccolta differenziata porta a porta  già in funzione nella terra di origine di Publiambiente e cioè l’area dell’Empolese-Valdelsa.  Non aver raggiunto le quote previste per la differenziata da leggi nazionali e regionali,  condurrà al pagamento della  costosa ecotassa che finirà nelle tariffe dei cittadini del Mugello.

 Ci auguriamo che sulla vicenda dei lavoratori del servizio di raccolta della carta le amministrazioni locali finalmente esprimano un moto d’orgoglio chiedendo il ritiro immediato della cassa integrazione e mettendosi ad un tavolo per discutere i costi, l’organizzazione e le modalità di gestione del servizio.  E’ davvero vergognoso mandare a casa i lavoratori più indifesi quando per anni abbiamo pagato senza batter ciglio aumenti pesantissimi e mai giustificati da Publiambiente (nel 2010 l’8% in più, nel 2011 il 12,37%) che dai comuni vuole tanto ma che paga poco  i propri servizi affidati a terzi.

 

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