Un test indipendente accende i riflettori sulle auto elettriche più criticate dall’ADAC. Prezzi accessibili, ma risultati che sollevano più di un dubbio.
Nel dibattito sulle auto elettriche accessibili, c’è un tema che torna con insistenza: quanto si è davvero disposti a sacrificare in nome del prezzo? L’ultima analisi dell’ADAC, il più grande club automobilistico europeo, riporta la questione al centro dell’attenzione. Alcuni modelli molto popolari per il loro costo contenuto finiscono infatti in fondo alla classifica, mostrando limiti che vanno ben oltre i compromessi attesi in questa fascia di mercato. Il verdetto non passa inosservato e rischia di influenzare sia le scelte dei consumatori sia le strategie dei costruttori.
Le citycar elettriche che deludono di più secondo l’ADAC
Nel test comparativo condotto dall’ADAC, due nomi emergono in negativo più di altri: Dacia Spring 65 e Leapmotor T03. Entrambe pensate come citycar elettriche per un pubblico ampio, hanno registrato i punteggi più bassi tra tutti i modelli analizzati nel 2025. La Dacia Spring 65 si è fermata a una valutazione complessiva di 3,0, mentre la Leapmotor T03 ha ottenuto 2,9. Numeri che pesano, soprattutto se confrontati con rivali dirette come Fiat Grande Panda e BYD Atto 2, capaci di dimostrare che un equilibrio migliore tra costo e qualità è possibile.
Uno degli aspetti che ha maggiormente inciso sul giudizio finale riguarda la qualità costruttiva. La Dacia Spring 65 ha ottenuto il voto più basso dell’intero test nella sezione carrozzeria, evidenziando materiali e assemblaggi poco convincenti. Anche il comfort a bordo non ha soddisfatto gli esperti, con valutazioni che segnalano un’esperienza di guida spartana e poco curata. La Leapmotor T03 mostra un quadro solo leggermente migliore, ma senza riuscire a distinguersi positivamente. Gli interni, in particolare, rappresentano un punto debole comune: finiture essenziali e una sensazione generale di scarsa solidità.

Tra le criticità più rilevanti c’è senza dubbio la sicurezza. Entrambi i modelli hanno ottenuto lo stesso punteggio in questa categoria, restando lontani dagli standard delle vetture meglio classificate. In un momento storico in cui i sistemi di assistenza alla guida e la protezione degli occupanti sono diventati fattori decisivi, questo dato assume un peso specifico notevole. L’ADAC sottolinea come il contenimento dei costi non possa tradursi in rinunce su aspetti così fondamentali.
Non tutto, però, è da bocciare. Sul fronte dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale, sia Dacia Spring 65 sia Leapmotor T03 riescono a strappare giudizi più favorevoli. I motori elettrici si dimostrano adeguati all’uso urbano e i punteggi ambientali riflettono i vantaggi tipici della mobilità a zero emissioni. Tuttavia, questi elementi non bastano a compensare le carenze strutturali emerse nelle altre aree del test.












