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Quasi 2.000 € in meno di spese all’anno: il metodo semplice e legale che tutti ignorano

Un semplice gesto, come rinunciare quotidianamente a una spesa di circa 5 euro, può tradursi in un risparmio annuo di quasi 2.000 euroIl peso invisibile delle micro-spese quotidiane(www.okmugello.it)

Nella vita quotidiana, molti consumatori non si accorgono di come piccole spese apparentemente pesano sul bilancio personale annuale.

Un semplice gesto, come rinunciare quotidianamente a una spesa di circa 5 euro, può tradursi in un risparmio annuo di quasi 2.000 euro. Ma come trasformare questo potenziale risparmio in una risorsa concreta? Ecco una guida dettagliata che fa luce su un metodo semplice e legale per migliorare la gestione delle proprie finanze, con consigli pratici per ottimizzare anche gli investimenti in oro da investimento, alla luce delle recenti novità fiscali.

Spesso, le spese giornaliere come un caffè al bar o una brioche, che sembrano irrisorie, si trasformano in un esborso consistente se sommate nel corso di un anno. Consideriamo la storia di Luca, un giovane venditore di 34 anni, che ogni giorno spende circa 5 euro tra caffè, snack, parcheggi e qualche piccolo acquisto impulsivo. Questi 5 euro, moltiplicati per 365 giorni, si traducono in circa 1.825 euro annui. Una somma che Luca non aveva mai realmente considerato, ma che rappresenta un vero e proprio investimento mancato: una cena in famiglia, un computer nuovo o un piccolo fondo di emergenza.

La matematica è inesorabile: la regola è semplice, ma spesso ignorata. “5 euro al giorno fanno 1.825 euro in un anno”, e la vera sfida è trasformare questa cifra da spesa invisibile a risparmio visibile.

Risparmiare con metodo: automatizzare per non sbagliare

Il primo passo per cambiare abitudini è semplice ma efficace: “pagarsi per primo”. Appena ricevuto lo stipendio, è consigliabile spostare automaticamente su un conto separato una somma mensile equivalente a 150 euro, che corrisponde ai 5 euro giornalieri moltiplicati per 30 giorni circa. L’automatismo è fondamentale per ridurre la fatica decisionale e rendere il risparmio un’abitudine consolidata.

Un metodo efficace consiste nel:

  • aprire un sottoconto dedicato, nominato simbolicamente “5-al-giorno” o “Anno da 1.825”;
  • impostare un giroconto mensile fisso, per esempio il giorno dello stipendio;
  • abbinare un sistema di arrotondamento automatico sulle carte di pagamento per catturare anche le spese più piccole e pigre;
  • destinare i risparmi a un obiettivo chiaro, come fondo emergenze, formazione o estinzione di debiti onerosi.

Questo approccio non richiede una disciplina ferrea: è sufficiente una “cintura elastica”, che consenta di recuperare eventuali giorni saltati o di lasciar correre senza stress. La chiave è mantenere la scelta semplice e sostenibile.

Tra le forme di investimento più sicure e liquide, l’oro da investimento rappresenta una valida alternativa per chi vuole conservare

Oro da investimento: novità fiscali e opportunità di risparmio (www.okmugello.it)

Tra le forme di investimento più sicure e liquide, l’oro da investimento rappresenta una valida alternativa per chi vuole conservare valore e diversificare il patrimonio. La normativa italiana, in vigore dal 2000, permette l’acquisto di lingotti d’oro con purezza superiore a 995 millesimi e monete con purezza minima del 900 millesimi, emesse dopo il 1800 e aventi corso legale nel Paese di origine, senza applicazione di IVA.

Tuttavia, è cruciale conoscere le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024, che ha modificato il calcolo della tassazione sulle plusvalenze generate dalla vendita di oro da investimento. Prima, in assenza della fattura d’acquisto, la tassazione al 26% veniva applicata solo su un quarto del ricavato. Ora, invece, se non si possiede la fattura o un documento equivalente (come atto di successione o donazione notarile), l’imposta si applica sull’intero importo della vendita, aumentando notevolmente il carico fiscale.

Chi invece conserva la documentazione può continuare a pagare imposte soltanto sulle plusvalenze effettive, ossia la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Questo rende fondamentale conservare con cura la fattura e rivolgersi a operatori professionali autorizzati dalla Banca d’Italia, come Orogenesi s.r.l., per acquistare e rivendere oro da investimento in modo sicuro e vantaggioso.

Inoltre, è importante ricordare che l’oro da investimento deve essere dichiarato nel quadro FC2 della DSU ai fini ISEE, valutando il controvalore al 31 dicembre dell’anno di riferimento, e le eventuali plusvalenze vanno inserite nel quadro RT della dichiarazione dei redditi.

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