Vicchio

La Bohème” a Vicchio. Un grande successo.

La Bohème a Vicchio. Un grande successo.
Erano diversi anni che non assistevamo ad un’Opera, ma nei giorni scorsi abbiamo deciso di presenziare a  “La Bohème” di Giacomo Puccini (quattro atti), nel piccolo ma grazioso Teatro Giotto di Vicchio di Mugello (già Teatro Umberto I°), denominato e ricordato la “bomboniera”. Precisiamo subito, che non siamo critici musicali —  ci mancherebbe anche questo –, ma al Giotto abbiamo assistito (ecco la semplice cronaca della serata), ad una spettacolo di alto livello che ci ha alquanto appassionati ed avvinti dal primo all’ultimo atto. Si sa che la musica di Puccini  è sublime, melodiosa, accattivante, con note musicali che trasportano e fanno sognare. Una breve parentesi; due autentici mugellani, diciamo prettamente borghigiani, Galileo Chini (1873-1956) e Giovacchino Forzano (1881-1970), furono, al di là della grande amicizia, preziosissimi collaboratori del musicista di Torre del Lago, il primo ingentilendo con le sua maestose scenografie, decorazioni ed ornati, i prosceni teatrali delle opere pucciniane e il secondo addirittura uno dei più preparati librettisti del Maestro: ma guarda un po’ tutte e due di questa terra. Le due rappresentazioni sotto la regia di Edy Bonaiuti Rossomandi, con la direzione del Maestro Concertatore e pianista Claudio Bianchi, sono state confortate da un pubblico molto numeroso, entusiasta, che ha riempito in ogni ordine di posti il teatro vicchiese, seguendo con particolare attenzione l’evolversi dell’opera e le performance dei cantanti, del coro e del complesso violinistico. Il tutto ci è sembrato molto decoroso, ben interpretato dai solisti, belle e suadenti voci, e non per ultimo ben diretto. Una pagina culturale musicale insomma piacevole ed intensa, segnatamente se uno conosce la trama, nel drammatico finale. Per non disperdere memoria, questi i personaggi e gli interpreti; Mimì (Simonida Miletic), Rodolfo (Tiziano Barbafiera), Musetta (Eva Mabellini), Marcello (Alessandro Petruccelli), Colline  (Gualtiero Cervini), Schaunard (Andrea Rola), Alcindoro/Benoit (Paolo Guidoni), Parpignol (Angelo Timpano), un cameriere (Paolo Ottolini), Gente in piazza (Corale di San Martino), Monelli in piazza (Coro dei piccoli cantori pratesi), Trio d’Archi (Giotto in Musica Operà Ensemble), Maestro del Coro (Sante Carnevali), Maestro del Coro voci bianche (Sara Rappezzi), Vicchio Folk Band (A. Vecchio, O. Maiani, M. Sarti), Luci e fonica (Associazione Culturale “Rumore”), Assistenti alla regia (R. Bennincasa e G. Bonechi), Maestro Concertatore e Direttore (Claudio Bianchi. Regia di Edy Bonaiuti Rossomandi). Se ovviamente tutto il complesso organizzativo è stato molto faticoso e non di pochi sacrifici, facilmente intuibili, resterà per sempre una pagina culturale e musicale di alto spessore, la quale nel Mugello erano anni che non si vedeva e non si seguiva. Ecco perché ci complimentiamo con tutto lo staff, dal prim’attore all’ultimo bambino. La terra di Giotto e del Beato Angelico, ne sarà orgogliosa.   (A.G.)

Foto 1 : Un momento iniziale della Bohème al Giotto di Vicchio.
Foto 2 : Una scena della parte centrale dell’opera pucciniana.

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