In occasione del Piano finanziario presentato da Publiambiente e approvato dal Consiglio Comunale riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dal gruppo L’Altra Borgo – Rifondazione Comunista.
Riguardo al Piano finanziario presentato da Publiambiente e approvato dal Consiglio Comunale di Borgo San Lorenzo ci siamo espressi per una decisa contrarietà dovendo valutare ancora una volta un Piano speculare a quello degli anni precedenti e considerando perciò ancora inaccettabile lo squilibrio tra quanto pagano i cittadini e il tipo di servizio offerto in cambio. Spendiamo oltre 3 milioni di euro per servizi che qualitativamente, nel loro complesso, non risultano all’altezza. Oltre a considerare infatti come Publiambiente non garantisca livelli adeguati di svolgimento del servizio neanche su un versante come quello della pulizia delle strade e del decoro urbano, non possiamo evitare di considerare più generalmente come il Piano presentato non sia stato minimamente adeguato a quello che avrebbe dovuto essere già da anni. Il passaggio ad un sistema di raccolta porta a porta, promesso dalla scorsa amministrazione e riconfermato da quella attuale, nei fatti ha trovato avvio solo a Ronta e solo sotto forma di spot elettorale. Per quanto sia ben noto come questo tipo di raccolta porti con sè notevoli benefici sia da un punto di vista ecologico-ambientale che da un punto di vista economico, ancora una volta ci troviamo a dover riconoscere, sulla base delle cifre contenute nel Piano, come e quanto incidano i costi per lo smaltimento dei rifiuti sulla tassazione comunale: oltre 240 mila euro addossati sulle tasche dei cittadini per effetto di quell’ecotassa che colpisce quei comuni non virtuosi che anzichè differenziare in modo adeguato, conferiscono in discarica i rifiuti prodotti, senza considerare che il tutto è aggravato dalla chiusura della discarica comunale di Vigiano, che per ammissione della stessa giunta ha portato alla necessità di un aumento delle imposte comunali (addizionale IRPEF). Stando ai dati forniti da Publiambiente stessa, nel 2013 il Comune di Borgo San Lorenzo ha raggiunto un livello del 40% di raccolta differenziata: una percentuale inaccettabile anche solo in considerazione di quanto dispone la normativa in materia che da gennaio, per effetto dell’allegato ambientale alla legge di stabilità 2014, premia in modo consistente i comuni “virtuosi” e penalizza, da un punto di vista dei costi, i comuni come il nostro che portano in discarica ben il 60% dei rifiuti prodotti. Ma inaccettabile anche alla luce del raffronto con i dati di quei comuni, a noi vicini e serviti dalla stessa Publiambiente, in cui attraverso il porta a porta si raggiungono percentuali di differenziazione che oscillano tra l’86 e il 95%: ad Empoli, per esempio, il sistema porta a porta produce una differenziata al 91% e importi Tari mediamente più bassi del 25-30% rispetto a quelli che oggi vengono sottoposti al nostro comune, mentre i costi più alti per il personale vengono compensati da una netta riduzione dei costi variabili, in ragione di una quantità notevolmente inferiore di rifiuti smaltiti in discarica e perciò della riduzione del 30% dell’eco-tassa. In sostanza con il sistema porta a porta si crea occupazione, si salvaguarda l’ambiente e si produce un risparmio significativo nei costi al cittadino. Ebbene, noi oggi avremmo voluto parlare di un Piano Finanziario di questo tipo: se parliamo di altro, di altri sistemi e di altre cifre le responsabilitrà non vanno certo ricercate tra i cittadini che non hanno differenziato ma tra chi ha compiuto le scelte politiche e chi ha gestito, e gestisce, il sistema dei rifiuti. Avremmo voluto parlare di un Piano diverso e, per dire le cose come stanno, in realtà avremmo dovuto parlarne visto che la precedente amministrazione aveva promesso l’avvio del porta a porta diffuso già a partire dal lontano 2009. Ci siamo trovati perciò a dover valutare un Piano per cui la vantata riduzione della tassazione è solo apparente, dal momento che questa è dovuta solamente alla riduzione dell’imposta provinciale (dal 5 al 4%) e all’eliminazione della sovrattassa statale per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, ma a conti fatti nasconde costi complessivi maggiori rispetto a quelli dello scorso anno. Rimanendo nel merito dei numeri e dei costi contenuti nel Piano due sono le voci di spesa maggiore:
- Tra i COSTI VARIABILI la voce che più incide (con 445 mila euro e quindi per oltre il 40%) è quella del “Trattamento e Smaltimento”: ovvero conferiamo troppi rifiuti in discarica e paghiamo dazio. Serve una rapida inversione di tendenza che porti ad investire su riduzione, differenziazione, riciclo e riuso: ciò appare in tutta evidenza guardando la voce dei Costi di “Trattamento e Riciclo” che ammonta a 9 mila euro, praticamente niente se rapportato ai costi di Smaltimento.
- Tra i COSTI FISSI quella che regna è la mancanza di chiarezza e di trasparenza. Paghiamo a Publiambiente oltre 500 mila euro di “Costi generali di gestione” (quindi un sesto del complessivo) senza avere la possibilità di comprendere come questi costi si strutturino, si struttureranno o si siano strutturati in passato.
Per quanto riguarda le spese relative al personale e la pratica del ricorso ad appalti, ci sembra infine particolarmente inaccettabile come negli anni scorsi Publiambiente (o chi per essa, nel senso dei soggetti affidatari degli appalti stessi) non si sia affatto distinta per sensibilità, attenzione e rispetto nei confronti delle condizioni e dei diritti dei lavoratori, ma piuttosto per atteggiamenti al limite, se non del tuttto in violazione, delle prerogative sindacali, con modalità addirittura intimidatorie e persecutorie nei confronti di chi tra i lavoratori ha avuto il coraggio di rivendicare quanto dovuto e di denunciare situazioni di rischio sul versante della sicurezza. In conclusione: per tutti questi motivi il voto del gruppo di Rifondazione comunista non poteva che essere negativo, sebbene la nostra contrarietà si riservi un’apertura di credito nei confronti della nuova giunta, con l’auspicio che il prossimo Piano finanziario possa essere il frutto di scelte diverse nella gestione del ciclo dei rifiuti: scelte che mettano materialmente in atto gli impegni che l’allora candidato sindaco Omoboni ha assunto in campagna elettorale riguardo all’adozione di un sistema di raccolta porta a porta diffuso. Su ciò si basa la nostra apertura di credito, sul fatto che davvero finalmente si passi dalle tante parole ai fatti concreti. Per questa ragione presenteremo al prossimo Consiglio Comunale un’Ordine del Giorno che richieda all’amministrazione l’impegno concreto per avviare il porta a porta diffuso sul territorio comunale a partire dal 2015 e con esso l’introduzione graduale di criteri che vadano verso un sistema di pagamento “puntuale” legato alla effettiva quantità di rifiuti prodotti dai singoli utenti. Quando ciò accadrà, se accadrà, siamo certi che le nostre considerazioni e le nostre valutazioni, sui Piani Finanziari, sulla Tari e più in generale sulla questione dei rifiuti, saranno ben diverse da quelle che abbiamo fatto finora.












