Riceviamo e pubblichiamo da Grazia Innocenti, candidata Sel alle primarie del centrosinistra di Borgo San Lorenzo il seguente comunicato relativo alla sanità.
Il dibattito sulla sanità nella nostra zona si è concentrato negli ultimi tempi sul futuro dell’ospedale, che rappresenta un presidio essenziale per fornire servizi sanitari accessibili, dignitosi e di qualità nel Mugello.
Mantenerlo in piena efficienza è vitale per la comunità e credo che l’impegno delle amministrazioni locali, dei partiti, delle forze politiche, delle varie associazioni e dei cittadini debba essere il più possibile unitario, senza prestare il fianco a strumentalizzazioni elettoralistiche.
Non basta chiedere provvedimenti e risorse adeguate affinché la struttura ospedaliera sia a norma e sicura, occorre impegnarsi anche per mantenere nell’ospedale tutti i servizi essenziali che un presidio di zona deve garantire alla comunità, perché l’impoverimento dei servizi è persino più pericoloso.
Un ospedale di zona come il nostro, però, vive solo se sul territorio esistono servizi capillari e diffusi che si integrano strettamente con quelli ospedalieri, in modo da creare una sinergia che renda l’assistenza sanitaria complessiva efficace ed efficiente.
E’ quindi imprescindibile che l’ospedale abbia le sue radici in servizi territoriali forti, questa è la garanzia affinché rimanga nel nostro territorio e con i servizi necessari per tutta la popolazione, ed è anche l’unico modo per affrontare le nuove sfide poste alla salute, come la cura e la riabilitazione dei malati in un contesto caratterizzato sempre più da malattie croniche e dalla non autosufficienza.
La riorganizzazione della medicina generale e dei servizi territoriali (consultorio familiare, specialistica ambulatoriale, servizio infermieristico e riabilitazione territoriali ecc.) sono elementi essenziali e non possono esistere senza il coinvolgimento di operatori e cittadini, anche tramite le loro associazioni.
La Società della Salute, con le sue luci ed ombre, ha costituito un tentativo di legare sanità e sociale e di promuoverne un governo unitario; questa esperienza è giunta al termine ma occorre preservare quanto di positivo ha prodotto, non deve andare dispersa l’esperienza maturata nell’integrazione socio-sanitaria, per cui dovrà essere trovata una nuova modalità che permetta ai Comuni di determinare e condizionare la politica di zona dell’azienda sanitaria, che ha manifestato in diverse occasioni un atteggiamento centralistico e “fiorentino-centrico”, a scapito delle zone periferiche.
Per questo riteniamo che anche la costituzione della Casa della Salute sia un “tassello” fondamentale, ed è necessario che ci si attivi da subito con l’azienda sanitaria per determinare le condizioni della sua realizzazione. Nello specifico si potrebbe realizzarla costruendo la seconda ala del polivalente di viale della Resistenza, già da tempo prevista, ma questa soluzione ci appare al momento economicamente impraticabile, e per questo proponiamo di riutilizzare il complesso dell’ex Istituto Chino Chini di corso Matteotti, che permetterebbe di far nascere la Casa della Salute in tempi e con costi accettabili.












