Borgo San Lorenzo

Prima le botte poi la crisi. La storia (triste) di una mugellana….

Prima le botte poi la crisi. La storia (triste) di una mugellana....

Oggi (giovedì 4 dicembre) pubblichiamo una storia triste frutto della crisi : la storia di una donna italo svedese che alcuni anni fa si trasferì in Mugello. Ma che avrebbe dovuto affrontare, in un crescendo di difficoltà, prima le angherie di un uomo violento poi, dopo la sua morte per infarto, anche le difficoltà di una crisi che picchia sempre più duro. Non riporteremo, per correttezza, il suo nome; ma vi garantiamo che siamo in contatto con questa persona e che quello che pubblichiamo è stato scritto di suo pugno (anche se in alcuni aspetti sintetizzato e rivisto dalla redazione per renderlo comprensibile ai lettori). Ecco alcuni passi della lettera che ci invia:

Vorrei far capire cosa ci può essere dopo una morte per colpa della crisi che affligge gli italiani; non solo me ma tante famiglie di donne, uomini e bambini. Nel raccontare la mia storia ci sarebbe da dire. Nel 1994 incontro il mio compagno (un noto costruttore mugellano con il quale ho convissuto fino al settembre del 2013). Non ci siamo sposati ma abbiamo avuto tre figli 2 femmine una di 18 anni, l’altra di 13 anni e ultimo un maschio di 9 anni. La convivenza è stata di terrore. E lui si è rivelato un padre padrone. E sulla mia pelle ho provato botte e umiliazioni. Le botte fanno male ma passano; ma la violenza psicologica è la più atroce.

Poi la crisi. Che a detta della lettrice si innesta su un mondo fatto di ‘professionisti avidi’ e anche cose peggiori al limite della legalità (che qui non riportiamo in quanto non le possiamo dimostrare.

Sul lavoro, ci racconta, erano problemi ed io “prendevo la sua rabbia nel rientro le botte suture, minacce di morte”.

I figli, racconta, li ha mandati da amici; lontano.

“…tutti sapevano ma nessuno fece niente; e ora son libera ma senza un euro”. Fino a ieri, racconta ancora, mi nascondevo ora butto tutto sulla piazza pubblica. Perchè dovrei vergognami quando non ho fatto niente di male solo cercato come madre di poter vivere con i miei figli età 18 , 13, 9 anni”. Il 2 Settembre 2013 muore il mio compagno dopo una convivenza di ben 21 anni davanti a me e due dei figli di infarto, dovuto molto anzi di sicuro per la crisi che affligge tutta Italia. Muore e lascia me e figli nella miseria assoluta, essendo convivente per la legge non conto meno del niente, dopo 21 anni ma da subito nei anni poi violenza”. I figli – spiega – li ho mandati a vivere lontano da me , da amici che li amano come fossero i loro , non mi pento della scelta fatta perchè hanno diritto di serenità. Le pressioni e le minacce. Messaggini al telefono per una prossima ingiunzione fallimentare. La Caritas mi aiuta la chiesa , la misericordia. Mi son rimasti due amici sinceri accanto , cosa voglio solo vivere i miei giorni con una certa stabilità vorrei una casa in città un lavoro e sentirmi viva …..siamo di passaggio cosa lasciamo hai nostri figli ? I miei son ferite che si porteranno per sempre si ricuce ma rimane per sempre…….il mio è un urlo. Di come la crisi colpisce tutti e di come i comuni lo stato non fanno niente ma meritiamo tutti una vita da vivere con dignità e rispetto. Scusate il mio italiano scritto ma mi sento Italiana mio padre è un pittore di Sesto Fiorentino mia madre svedese ho due culture che rispetto …..grazie manderò ai giornali finchè qualcuno mi ascolti ……..cordiali saluti e questo non succeda ad altri…

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