Il confronto sulle opere realizzate a Borgo San Lorenzo attraverso i finanziamenti del Pnrr torna al centro del dibattito politico locale. A intervenire, dopo la discussione in Consiglio comunale sull’allestimento delle cucine del Foro Boario e le precisazioni di Cristina Becchi, è anche l’ex sindaco Paolo Omoboni. Al centro della discussione ci sono le opere finanziate con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, i lavori ancora da completare e le scelte amministrative compiute negli ultimi anni.
Cristina Becchi: «Difendo i fondi Pnrr e rivendico ciò che hanno prodotto»
A prendere posizione è stata innanzitutto Cristina Becchi, capogruppo del Partito Democratico, intervenuta dopo un’interrogazione di Borgovisione discussa nella scorsa seduta del Consiglio comunale e dedicata, in particolare, all’allestimento delle cucine del Foro Boario.
Becchi rivendica la scelta dell’amministrazione precedente di intercettare le risorse del Pnrr e invita a considerare i tempi e le procedure amministrative entro i quali era possibile intervenire.
«Difendo i fondi del PNRR perché credo che vada riconosciuto ciò che hanno prodotto concretamente sul nostro territorio», afferma Becchi, ricordando una serie di interventi realizzati o avviati grazie a quelle risorse.
Tra gli esempi cita la scuola di Ronta, inaugurata anche dall’attuale sindaco, il Foro Boario, oggi utilizzato per feste e manifestazioni, la ristrutturazione di Villa Pecori, il nuovo asilo nido prossimo all’apertura e gli interventi su piscina e palestre.
Secondo la capogruppo del Pd, senza i finanziamenti Pnrr i bilanci comunali avrebbero avuto meno margini per realizzare nuovi investimenti, dovendo concentrarsi maggiormente sulla manutenzione ordinaria.
«Per questo rivendico quei lavori e rivendico il fatto che quelle risorse siano state intercettate», sostiene Becchi, aggiungendo che l’eventuale necessità di utilizzare ulteriori risorse di bilancio per completare gli interventi rappresenterebbe, a suo giudizio, uno sforzo giustificato dal fatto che il risultato rimane patrimonio della comunità.
Il caso delle cucine del Foro Boario
Becchi entra quindi nel merito della questione che ha dato origine al confronto politico: le cucine del Foro Boario.
Secondo la ricostruzione della capogruppo Pd, nel luglio 2024 ci sarebbero stati i tempi amministrativi e le condizioni per intervenire con una variante e prevedere la realizzazione delle cucine utilizzando 800 mila euro già disponibili, che Becchi afferma essere stati lasciati dall’amministrazione precedente.
La questione, sottolinea, non sarebbe quindi riconducibile soltanto a una valutazione politica, ma riguarderebbe «tempi, procedure e possibilità amministrative».
Da qui l’invito a considerare il ruolo e le responsabilità di chi amministra: «Amministrare significa anche questo: conoscere i tempi, conoscere le procedure e assumersi la responsabilità delle scelte».
Nel suo intervento Becchi allarga poi il ragionamento al quadro politico locale, lamentando quella che definisce una «miopia della politica di oggi» e osservando una divisione sia nel centrosinistra sia nell’opposizione. «Quello che manca, a mio avviso, è una visione», afferma, ribadendo di voler continuare a intervenire «nel merito delle cose e senza dimenticare da dove veniamo».
Paolo Omoboni: «Non può essere diventato un problema aver lasciato 25 milioni di lavori»
Sul tema interviene anche Paolo Omoboni, ex sindaco di Borgo San Lorenzo, che concentra la propria riflessione sull’eredità delle opere finanziate durante la precedente amministrazione.
«Adesso è diventato un problema aver lasciato venticinque milioni di lavori all’amministrazione che è venuta dopo», afferma Omoboni.
L’ex sindaco ricorda che, quando si trovava all’opposizione, l’attuale maggioranza criticava alcune delle grandi opere. Secondo Omoboni, tuttavia, oggi quelle stesse opere stanno andando avanti e vengono inaugurate.
«Ora, giustamente, e io ne sono contento – osserva – le grandi opere vanno avanti e vengono inaugurate. Però sembra sia diventato un problema il fatto che manchi qualche lavoro da integrare. Cose normalissime in tutti i lavori pubblici».
Omoboni richiama quindi la situazione dei bilanci comunali. Secondo quanto afferma, dai bilanci 2024, 2025 e 2026 emergerebbe un avanzo libero vicino a un milione e mezzo di euro, che potrebbe essere utilizzato, a suo giudizio, per finanziare lavori integrativi o completare alcuni interventi.
Le opere citate dall’ex sindaco
Omoboni elenca quindi gli interventi che, nella sua ricostruzione, rappresentano l’eredità degli investimenti realizzati negli anni precedenti: le nuove piscine, la nuova scuola, la scuola già pronta, il nuovo stadio della Fortis, il Foro Boario e gli interventi a Villa Pecori, definita un importante lavoro su un immobile storico del Comune.
«A quanto pare – aggiunge – è un problema aver trovato soldi e aver lasciato opere praticamente solo da finire».
Il ragionamento dell’ex sindaco si chiude con una considerazione sul confronto politico attuale. Omoboni sostiene che oggi ci sia un’opposizione impegnata non soltanto nel confronto con la maggioranza, ma anche in una contrapposizione interna tra forze di opposizione.
«Quello che mi meraviglia ancora di più è che c’è un’opposizione che fa l’opposizione, non alla maggioranza, come succedeva a noi, ma all’altra opposizione», afferma, concludendo con una valutazione politica sull’attuale amministrazione: «Può dormire sonni tranquilli».
Un confronto che parte dal Foro Boario e si allarga alle opere del Pnrr
Gli interventi di Cristina Becchi e Paolo Omoboni convergono dunque sulla rivendicazione delle risorse Pnrr intercettate dall’amministrazione precedente, pur affrontando da angolazioni diverse la questione dei lavori ancora da completare.
Becchi pone l’accento soprattutto sulle procedure e sui tempi amministrativi, richiamando il caso degli 800 mila euro destinati alle cucine del Foro Boario e sostenendo che nel luglio 2024 vi fossero le condizioni per intervenire.
Omoboni concentra invece l’attenzione sul valore complessivo degli investimenti realizzati e sulle risorse di bilancio che, secondo la sua ricostruzione, potrebbero consentire di completare o integrare gli interventi.
Il tema resta quindi quello del rapporto tra risorse Pnrr, completamento delle opere, disponibilità di bilancio e responsabilità delle diverse amministrazioni, mentre il confronto politico si allarga alla valutazione dell’eredità lasciata dalla precedente amministrazione e alle scelte dell’attuale governo cittadino.










