Dall’Udc Mugello e dal suo coordinatore, Fabrizio Nazio, riceviamo e pubblichiamo questa nota sulla presenza di defibrillatori nel nostro territorio. Nota che chiede al presidente dell’Unione dei Comuni un impegno chiaro e concreto…
Un defibrillatore semiautomatico (DAE) della grandezza di un Ipad, un operatore qualificato che ne verifica giornalmente il funzionamento, la tempestività dell’intervento e la diffusione nel territorio, sono gli strumenti per diminuire i decessi per arresto cardiaco.
Una legge attuativa esiste ed è recente, ma l’iniziativa è lasciata alla volontà delle singole Regioni. Il Governatore Rossi si è limitato a parlare di uno strumento per ogni stadio e poi, in seguito, per ogni palazzetto, anche se nello specifico del calcio, i defibrillatori sono già richiesti per poter effettuare una partita, come prevedono i piani sanitari comunicati alle questure dalle società calcistiche.
E oltre a dire questo che ha fatto? Eppure quello dei defibrillatori è un problema già sollevato in una mozione del 2009 del consigliere Pieri dell’UDC di Firenze che chiedeva la diffusione di postazioni pubbliche. Quale differenza c’è infatti tra un palazzetto o una piscina o un campo sportivo o luoghi che comunque raccolgono tante persone?
Possibile che nelle scuole non ce ne siano? Perché dimenticare tutti gli altri luoghi di aggregazione e afflusso come parchi, uffici degli enti pubblici, farmacie, strutture commerciali, culturali, turistiche o anche i luoghi isolati e le zone distanti dai centri come le frazioni?
Finora è stato il volontariato a portare lo strumento salvavita tra la gente, come nella campagna 2012 di Trenta Ore Per La Vita e Croce Rossa Italiana. O come i volontari del Progetto Vita di Piacenza, con il loro programma di defibrillazione precoce e con la realizzazione del primo argine ciclabile cardioprotetto d’Europa. L’ultima persona salvata a Piacenza è stata un calciatore dilettante, nello stesso giorno in cui Morosini moriva a Pescara.
Anche la Repubblica di San Marino già da tempo ha assunto simili iniziative per il proprio territorio. Ci aspetteremmo che le amministrazioni del Mugello e il presidente dell’Unione dei Comuni, già sindaco di Borgo, sollecitino la Regione in maniera costante per l’avvio di iniziative di seria diffusione dell’apparecchio e le realizzino senza dimenticare un programma di formazione per operatori abilitati, intendendolo come opportunità di lavoro per i giovani e anche come progetto
scolastico a tutti i livelli.
Con l’installazione di postazioni pubbliche d’emergenza, le nostre amministrazioni non solo migliorerebbero quel parametro che valuta il rapporto tra spese di gestione e spese per investimenti del patto di stabilità che garantirebbe soldi in più dallo stato per i comuni ben amministrati, ma offrirebbero un servizio vero ai residenti e ai turisti.
Fabrizio Nazio
Coordinatore UDC MUGELLO
udcmugello@gmail.com











