E’ già a casa e sta meglio, per fortuna, il ragazzo di 16 anni di Barberino (del quale volutamente OK!Mugello non pubblica le generalità) che è stato picchiato nei giorni scorsi a Barberino di Mugello da due ragazzini 13enni al campo di calcetto situato nel centro del paese (qui l’articolo di OK!Mugello). Per fortuna, infatti, trauma cranico e lesione interna si sono rivelati meno gravi del previsto; e ora potrà rimettersi (a casa propria) dalle lesioni alle costole. Su La Nazione di oggi (lunedì 19 febbraio) si leggono nuovi dettagli sulla lite che ha portato al ferimento del ragazzo. Come già era trapelato nei giorni scorsi, vi si legge che tutto sarebbe iniziato da alcune provocazioni del 16enne alla ragazzina di uno dei 13enni. Da qui la prima aggressione con calci e pugni, alla quale il 16enne avrebbe reagito in maniera eccessiva e inappropriata (raccogliendo delle pietre sul greto del fiume) e scatenando un ‘secondo tempo’ dell’aggressione, che ha portato alle ferite e al ricovero. Da segnalare anche lo sfogo del padre del 16enne, un ragazzo adottato arrivato circa 6 anni fa dalla Colombia. Padre che sottolinea il fallimento dell’integrazione in questo caso specifico, raccontando che i problemi del figlio dipendono sia dal difficile vissuto precedente del ragazzo, sia dal paese di Barberino (definito ‘troppo chiuso’). Spiegando anche che è non la prima volta che il ragazzo finisce in ospedale. Era già successo, spiega, per la rottura del naso a causa di un cazzotto. E parla poi anche di offese razziste (come ‘nego di m.) ricevute dagli altri ragazzi ma anche dai loro genitori. In risposta magari a qualche comportamento un po’ ‘sopra le righe’, ma comunque non giustificabili. A lui gli auguri di rimettersi presto totalmente, e di trovare finalmente ‘pace’ tra i suoi coetanei, ma anche dai ‘problemi’ legati al proprio passato.
Picchiato a Barberino. E’ a casa e sta meglio, lo sfogo del padre












