Mugello

‘Tutto come prima’. Peruzzi lascia l’impegno pubblico, polemicamente

'Tutto come prima'. Peruzzi lascia l'impegno pubblico, polemicamente

Il Mugello si appresta a perdere una delle sue voci, a volte controversa e irriverente, spesso fuori dal coro e originale. È quella di Simone Peruzzi, che è stato una delle anime del Comitato Contro la Centrale a Biomasse di Petrona e che ora, disilluso, annuncia il suo ritiro dall’impegno pubblico. Ecco il suo ultimo post su Il Dado, il blog di sua creazione:

E’ un pezzo che non scrivo. Sono stanco. Stanco delle solite schifezze che ci circondano e che non smettono di ammorbarci l’esistenza. Stanco di vedere sempre le solite facce che gestiscono in modo approssimativo e incompetente la cosa pubblica. Stanco dei giochi di partito che anche qui dalle nostre parti hanno fatto vittime eccellenti (Omoboni si vede che c’ha più santi in paradiso che Ignesti). Stanco delle manfrine dei sedicenti oppositori che sguazzano nel pantano delle finte contrapposizioni pur di ritagliarsi un posticino nello spettacolo della politicuccia nostrana, poco importa se giocata all’interno di comitati che non riescono a nasconderne la miseria. Stanco delle accuse personali alle quali non soltanto non ho più voglia di rispondere ma che mi hanno fatto passare ogni convinzione di poter fare qualcosa davvero di importante nell’ottica di un cambiamento di sostanza. Adesso che sono sparito, lasciando spazi ai soliti sguatteri di partito (che stanno pian piano rimettendo fuori la testa), voglio vedere chi continuerà a diffondere infamie sulle mie presunte velleità di potere. Mai mi sono interessato ad una poltrona in vita mia. Men che meno me ne interesso in questo territorio e a questa età. Chi mi conosce lo sa. Gli altri si agitano perché non riescono a capacitarsene: non sono abituati all’impegno disinteressato. E’ difficile per chi è affetto da sindrome Nimby riuscire ad accettare che c’è chi invece non si fermerebbe mai. Sono riusciti a fermarmi, però. Perché il disgusto e il senso di impotenza è stato superiore al mio senso civico e alla mia voglia di impegnarmi. Quando hanno sporcato perfino il mio impegno in sostegno ai fratelli terremotati, con chiacchiere e cialtronate davvero insopportabili, ho deciso di fermarmi. E infatti mi sono fermato. Ho recuperato un senso privato, mi occupo delle mie cose, dei miei affetti, del mio lavoro, dei miei amici. Avevo trascurato tutto per tre anni e non era affatto giusto. Soprattutto si è rivelato inutile. Perché se è vero che a Petrona non hanno fatto il cazzo che gli pareva, in realtà continuano a farlo ovunque. E non dovevamo permetterlo. Ma gli sguatteri e i cazzari del Nimby ammantato di falso impegno per il territorio sono riusciti laddove il PD sembrava non riuscire più: hanno riportato i traffici di partito alla ribalta delle cronache locali e, con questi traffici, hanno ribadito il totale dominio. Con tutta la mia atavica propensione alla lotta ed abitudine alla sconfitta, questo è troppo. Ecco il mio silenzio. Ignesti, Capirossi, Recati, Casati, Omoboni, Passiatore, Mongatti e compagnia cantante staranno stappando bottiglie di cocacola (il vino non è roba da PD) festeggiando la sparizione di un rompicoglioni che per qualche anno ha impedito loro di fare quello che cazzo volevano. Ma avevano ragione: loro sono ancora li. Il sottoscritto, in piccolissima, ancorché eccellente, compagnia, non ce l’ha fatta. Sparisce dalla ribalta locale una delle poche forme di reale contrapposizione che ha portato un vento di politica intelligente in questo territorio abituato al silenzio, rotto solo da qualche squillo di chiarina e rullata di tamburi. Non sono mai stato modesto. E me ne vanto, perché ho sempre accompagnato le mie azioni con evidenze che renderebbero la modestia falsa. Ed io detesto l’ipocrisia. Allora, immodestamente, affermo che questo blog e le battaglie che abbiamo portato avanti per qualche anno, sono quanto di meglio questo territorio abbia visto da diversi lustri. Le invidie, le meschinità, la faziosità, il celodurismo di qualche ottuso militante, l’incapacità ad essere dialettici, la mancanza di argomenti e l’incapacità ad argomentarli quando gli argomenti c’erano, hanno condannato questa piccola vallata ad un presente immoto e persistente. Misero. E l’apologia di questo esistente è tanto colpevole quanto vergognosa. Ma è così e i tempi sono questi. Non possiamo illuderci di cambiarli. Non ho speranza alcuna, perché la speranza stessa è colpevole. Io non ho mai sperato. Ho combattuto. Ho perso. E non è la prima volta. Solo che questa volta, che coincide anche con una mia condizione anagrafica abbastanza incline alla disillusione, la sconfitta è davvero cocente. Perché quando intravedi la possibilità di farcela e vieni falciato dal fuoco amico allora cadi e non vedi proprio come fare a rialzarti. E parliamoci chiaro: chi spara ai compagni di viaggio non può essere nemmeno considerato “amico”, bensì infame. Punto e basta. Quindi basta. Basta anche con la fanfalucca dell’obbligo a rialzarsi. Sono in terra e qui voglio restare. Non più battaglie. Per lo meno non più collettive. Rifiuti. Acqua. Autodromo. Carza. Discariche. Forteto. Ospedale. Tutto questo avrebbe avuto bisogno di un forte impegno e la vittoria riportata dalla battaglia contro la Centrale di Petrona avrebbe dovuto dare linfa ai combattenti. Ci ho provato anche con il Social Forum Mugello. Abbiamo presentato un esposto sui rifiuti e lanciato una campagna di solidarietà importante per i fratelli di Capricchia colpiti dal terremoto. Anche qui si sono sparse le sudicionate di qualcuno, tanto dal togliermi la voglia di muovermi in prima persona. Sto continuando, per quanto posso, a muovermi, sotto traccia. Perché le cose non riesco proprio a non farle. Ma non importa che ci sia il mio nome sotto ogni iniziativa. Le cose si fanno perché sono giuste. Ed io continuo a farle. Così come continuerò, quando ne avrò voglia e quando ne sentirò il bisogno, a denunciare l’insulto all’intelligenza e alla correttezza perpetuato ai nostri danni. E’ di ieri la baracconata della nascita del nuovo soggetto gestore dei rifiuti nell’ATO Toscana centro. Erano presenti nomi di lusso della politica: dal Ministro Galletti, al Governatore Rossi, dal Sindaco Nardella ai Sindaci di Prato, Empoli e Pistoia. Nell’articolo si fa menzione anche della presenza degli Amministratori di tutti i Comuni interessati, quindi mi sa che c’erano anche i cavalieri serventi della politicuccia del tortello. Si rafforza il regime, si gettano le basi per sostenere dal basso la politica inceneritorista. Si sparano stronzate sull’economia circolare greenwashed, mistificando e insozzando concetti fondativi di un vivere a misura d’uomo. Loro ci stanno ammazzando. E lo fanno a colpi di società partecipate capaci soltanto di perpetuare lucro e scempio dell’ambiente. Come se non ci fosse un domani. Ed io penso che, infatti, il domani sia davvero difficile da ipotizzare. Due anni fa Ignesti, in un Consiglio comunale, si permise di sputare sentenze su chi l’economia circolare e la gestione oculata dei rifiuti la fa davvero. Aveva ragione lui. Tutto è tornato come doveva essere prima che ildado.info si affacciasse alla ribalta della politica mugellana. Scusate il disturbo. Continuate pure.

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