In pochi sanno che basta un solo requisito per richiedere la pensione anticipata di ben 5 mesi. Ecco chi può accedere all’agevolazione e smettere di lavorare prima.
Nel sistema pensionistico italiano, esistono alcune possibilità di pensionamento anticipato per chi svolge lavori particolarmente faticosi o pericolosi. In particolare, esiste una norma che permette a chi ha lavorato in attività gravose di andare in pensione prima, guadagnando 5 mesi di vantaggio rispetto ai colleghi che svolgono mansioni meno impegnative. Tuttavia, pochi conoscono il requisito cruciale che consente di accedere a questo privilegio.
Secondo la normativa, chi ha svolto lavori gravosi o usuranti può, dal 2026, andare in pensione a 66 anni e 7 mesi, ovvero cinque mesi prima rispetto ai 67 anni previsti per tutti gli altri lavoratori. Tuttavia, non basta semplicemente aver svolto un lavoro pesante per qualche anno: per ottenere il beneficio, è necessario rispettare alcuni criteri specifici che riguardano la durata dell’impiego e il tipo di lavoro svolto.
I requisiti fondamentali per i 5 mesi di ‘sconto’
Per beneficiare di questo vantaggio, il lavoratore deve soddisfare tre condizioni fondamentali. Innanzitutto, la natura dell’attività deve essere riconosciuta come gravosa o usurante dalla legge. In secondo luogo, la durata dell’impiego deve essere di almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di carriera lavorativa, oppure di almeno la metà della vita lavorativa complessiva. Infine, il lavoratore deve aver maturato almeno 30 anni di contributi, in aggiunta ai 20 anni normalmente richiesti per la pensione ordinaria.
Tutti e tre questi requisiti devono essere soddisfatti contemporaneamente. Se anche uno solo di questi criteri manca, il beneficio decadrà, e il lavoratore dovrà aspettare l’età pensionabile ordinaria di 67 anni, senza l’agevolazione di cinque mesi.

Pensione anticipata – Ok!Mugello.it
Dal 2027, il sistema pensionistico italiano subirà un adeguamento automatico in base alla speranza di vita media, aumentando l’età pensionabile di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Tuttavia, i lavoratori che rientrano nella categoria di attività gravosa sono esclusi da questo incremento.
In pratica, chi ha svolto almeno 6 anni di attività gravosa negli ultimi 7 potrà continuare a andare in pensione a 67 anni senza subire l’aumento dell’età pensionabile previsto per gli altri. In questo caso, il vantaggio sarà di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028.
Il vero vantaggio però risiede nell’ultimo dettaglio cruciale che pochi conoscono: chi ha lavorato in attività gravose per almeno 7 anni negli ultimi 10, o per almeno metà della propria vita lavorativa, non solo avrà il vantaggio di non subire l’incremento della pensione, ma potrà anticipare di 5 mesi l’uscita dal lavoro rispetto a chi non ha questa possibilità. 6 mesi di anticipo nel 2027 e 8 mesi nel 2028 rispetto ai 67 anni per gli altri.
Se un lavoratore ha lavorato un anno in più rispetto a chi ha svolto solo 6 anni in mansioni usuranti, il vantaggio non è di poco conto: si traduce in un’uscita anticipata dal lavoro quasi di mezzo anno, con una sostanziale differenza in termini di qualità della vita e di pianificazione economica.
Questo vantaggio è legato a un insieme di requisiti precisi. Per questo, è importante che chi ha svolto attività gravose o usuranti verifichi la propria posizione contributiva. Rivolgersi direttamente all’INPS o a un patronato è il modo migliore per capire se si rientra nei criteri previsti dalla legge e per conoscere i propri diritti in merito.
Pensione, come richiedere 5 mesi in più - Ok!Mugello.it




